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Iraq, Obama annuncia la fine della guerra dopo 9 anni

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Durante una conferenza congiunta con il premier iracheno Nouri al-Maliki, in visita a Washington, il presidente USA Barack Obama ha sentenziato ufficialmente il disimpegno statunitense dall’Iraq, certificando la conclusione dell’operazione militare “Iraqi Freedom”, iniziata nel 2003 con la proclamazione di guerra da parte dell’Amministrazione Bush per rovesciare il regime di Saddam Hussein. Una guerra costata più di 1.000 miliardi di dollari e che ha causato la morte di decine di migliaia di iracheni e quasi 4.500 soldati americani.
“L’Iraq oggi è una Nazione sovrana, autonoma e democratica”, ha esordito Obama. “Quando mi sono insediato 150.000 soldati americani erano di stanza nel Paese, ora ne sono rimaste alcune migliaia. E’ giunta dunque la stagione dei ritorni a casa”. Gli ultimi marines dovrebbero infatti rientrare negli USA entro la fine dell’anno.

Diplomazia e normalizzazione – voltare pagina e normalizzare i rapporti con il nuovo Iraq: queste le parole d’ordine della politica diplomatica di Obama, che ha però aggiunto come la presenza e gli interessi USA nella regione mediorientale non verranno meno. “Manterremo una forte presenza diplomatica e continueremo a lavorare per stringere alleanze militari ed economiche simili a quelle che abbiamo con altri Paesi. Abbiamo interesse a garantire la libertà di commercio e alcuni interessi nel campo dell’antiterrorismo. Ma quel che stiamo facendo oggi è normalizzare la relazione tra i due Paesi”. Dal canto suo, il premier iracheno al-Maliki auspica il proseguimento di una collaborazione securitaria d’intelligence soprattutto nei confronti della lotta al terrorismo.

Tommaso Palmieri