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Manovra: Sindacati in piazza. E avvertono: ”Questo sciopero non sarà l’unico”

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Concertazione. Non è andato a buon fine il tentativo in extremis di Monti di far cambiare idea ai sindacati. ”L’incontro con Monti è stato sicuramente molto più deludente di quello che ci si aspettava”, ha spiegato un’agguerrita Camusso. Cosicché tutto è rimasto invariato, sia lo sciopero generale di tre ore che il presidio davanti alla Camera per tutta la durata dei lavori delle commissioni sulla manovra. Non lascia ma raddoppia il leader della Cgil, Susanna Camusso, e promette che questo sciopero sarà il primo di una lunga serie, che punterà a paralizzare il lavoro del governo sulla manovra.

Pensioni. L’oggetto del contendere sono le pensioni e la deindicizzazione, di cui si vociferava un possibile emendamento, smentito dalla Camusso, intervenuta stamane nella trasmissione Agorà. Se dovessimo giudicare da quanto emerso ieri sera – ha detto il segretario della Cgil – non c’è alcun emendamento concordato. ”Se l’emendamento ci fosse – spiega la Camusso aprendo uno spiraglio – sarebbe un primo risultato”. ”Non sono arrivate risposte nè nel merito nè nel metodo per il futuro – ha continuato -. Non possiamo che mantenere le nostre posizioni. E dunque lo sciopero. Per revocare lo sciopero erano necessarie risposte all’altezza delle richieste di equità”. Della stessa opinione il leader della Cisl Bonanni, che spiega: ”Non abbiamo ricevuto risposte sulle poche cose sulle quali avremmo voluto discutere”. Non si è fatta attendere la replica del governo sulle richieste dei sindacati (alzamento del tetto delle pensioni da adeguare all’aumento dell’inflazione, riduzione dei costi della politica), che nel comunicato ufficiale ricorda la necessità che i saldi rimangano invariati poiché ”e’ la situazione di estrema emergenza finanziaria ad aver indotto alla composizione e alla natura strutturale dei provvedimenti”.

Francesca D’ettorre