Quelle foto prima del bunga-bunga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:21

L’ex direttore di Oggi, Pino Belleri, è tornato a parlare del servizio fotografico che nel 2007 scandalizzò il Paese. Scatti rubati a villa Certosa, con Silvio Berlusconi ritratto in atteggiamenti teneri e confidenziali in compagnia di giovani donne. “Le foto mi spalancarono un orizzonte – ha spiegato ieri al Fatto Quotidiano Belleri – Non potevo ancora immaginare il bunga-bunga, ma ci saremmo arrivati presto”.

La fine del matrimonio – Per introdurre agli italiani il reportage realizzato nella Pasqua del 2007 a villa Certosa, Pino Belleri scelse un titolo quanto mai diretto: “L’harem di Berlusconi“. L’allora presidente del Consiglio venne immortalato dal fotografo Antonello Zappadu mentre “coccolava” le sue avvenenti ospiti nel parco della sua villa privata e il direttore di Oggi decise di pubblicare tutto. “Berlusconi si arrabbiò moltissimo – ha ricordato Pino Belleri – Il materiale incrinò definitivamente un matrimonio già propenso al naufragio e giunse a neanche 2 mesi dalla lettera di sua moglie Veronica LarioRepubblica”.

Altro che raduno! – “Berlusconi e Bonaiuti inventarono balle incredibili – ha continuato il giornalista – Dissero e fecero scrivere che ero il disgraziato direttore di un ‘pornosettimanale’ e a villa Certosa era in corso solo un raduno di Forza Italia con i fidanzati delle delegate presenti. Ma se si esclude la sicurezza, non c’era l’ombra di un uomo. E Berlusconi non accompagnava le sue ospiti. Faceva altro. So di cosa parlo – ha insistito Belleri – vidi tutti e 400 gli scatti, anche quelli di cui il garante della privacy, con nordcoreana rapidità, impedì in soli tre giorni la futura pubblicazione”.

Il prequel del bunga-bunga – Per l’ex direttore del settimanale, gli scatti di villa Certosa prefigurarono ciò che sarebbe accaduto: “Quelle foto mi spalancarono l’orizzonte – ha spiegato Belleri – Non erano solo la certificazione di una menzogna detta alla moglie e agli italiani. Erano di più. L’harem e il Berlusconi priapico esistevano. Non potevo ancora immaginare il bunga-bunga intorno alla lap dance, le 30 olgettine e il resto. Ma ci saremmo arrivati”. E invitato a fornire il suo personale identikit del Cavaliere: “Un po’ Casanova, un po’ D’Annunzio, un po’ Alvaro Vitali – ha notato Pino Belleri – Berlusconi è un pezzo di storia, un italiano. Non ne parli al passato. Non mi stupirei se tramontato il noiosissimo governo Monti, Berlusconi tornasse e rivincesse le elezioni”.

Maria Saporito