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Alessandro Gassman incontra i veneziani in un confronto aperto sul teatro e le realtà locali

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INCONTRO CON I GIOVANI – Come direttore del Teatro Stabile del Veneto Alessandro Gassman ha fin da subito cercato di ripristinare il contatto con i giovani e in quest’ottica è stato organizzato anche l’incontro svoltosi al Teatro dei Frari nel pomeriggio di lunedì. Ospiti speciali del pomeriggio sono state le compagnie teatrali e le realtà culturali locali, gli studenti, i giovani, e gli abitanti di Venezia. E proprio le loro domande hanno dato vita all’incontro che ha dato spazio sopratutto alle voci di chi vive il teatro come passione e deve spesso affrontare difficoltà tecniche, logistiche ed economiche, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi con Alessandro Gassman e la sua esperienza personale e professionale. Molte le curiosità e gli spunti di riflessione emersi dalle domande e risposte.

RIAVVICINARSI ALLE NUOVE GENERAZIONI – I giovani hanno risposto con entusiasmo al tentativo intrapreso dal Teatro Stabile del Veneto per riavvicinare le nuove generazioni alle platee dei teatri grazie ad una programmazione più aperta ai testi contemporanei e l’istituzione del Premio Off. Pensando alle nuove generazioni Gassman ha inoltre aggiunto: “è un errore che il teatro in Italia non abbia una natura didattica“. Nonostante si possa pensare sia stata quasi un’eredità di famiglia, è stato invece proprio a scuola che da giovane Alessandro si è innamorato del palco e della recitazione.
Un altro degli obiettivi del direttore del Teatro Stabile del Veneto è stato quello di ristabilire la meritocrazia ripristinando i provini e puntando ad un fondamentale ringiovanimento in tutti i settori.

RIFLESSIONI E CURIOSITA’– Anche un attore di grande esperienza come Gassman al suo esordio ha avuto delle difficoltà nel seguire le indicazioni del regista: “non capivo nulla di quello che mi diceva“, ha confessato a chi gli chiedeva quale fosse il ruolo che gli ha creato maggiori difficoltà nella sua carriera.
C’è stato poi spazio per una breve riflessione sulla qualità della scrittura dei testi, che negli Stati Uniti è estremamente curata in ogni occasione, a differenza di quanto accade in Italia, e sull’eccessiva importanza che nel nostro paese viene attribuita ai nomi di richiamo.
Un mestiere quello dell’attore che, come ha sottolineato Gassman, richiede tantissimo impegno, studio, dedizione, la capacità di far arrivare le emozioni al pubblico e anche molta fortuna.
Tra gli argomenti trattati anche la difficile situazione economica con cui i teatri devono fare i conti, il Teatro Valle di Roma a cui, secondo Gassman “serve una guida di esperienza come potrebbe essere ad esempio Dario Fo“, la mancanza degli spazi, l’importanza del convincere il pubblico e il suo significato del successo: “è la libertà di raccontare le storie che voglio“.
Tra i prossimi impegni di Alessandro Gassman la regia della versione cinematografica dello spettacolo Roman e il suo cucciolo, di cui è stato interprete e regista sui palcoscenici di tutta Italia, un nuovo impegno teatrale insieme all’attore Giulio Scarpati e nuovi appuntamenti che lo vedranno sostenere Amnesty International.

Beatrice Pagan