Fukushima: Sussidi per il terremoto utilizzati nella caccia alle balene

Fukushima: fondi per le vittime impiegati nella caccia alle balene.  Più di due miliardi di Yen (trenta milioni di dollari circa), sarebbero stati destinati dal governo giapponese per la caccia alle balene nell’antartico. Questo in aggiunta ai dieci già stanziati. Un finanziamento, passato attraverso il parlamento giapponese, ufficialmente come parte del  sussidio per le vittime del disastro nucleare di Fukushima, ma che secondo il responsabile di Greenpeace Japan verrà probabilmente speso nell’attività di caccia alle balene. Un “buco nero per l’economia giapponese – spiega Junichi Sato e un marchio nero all’estero”. E’ un attacco duro quello dell’esponente dell’organizzazione ambientalista; “L’industria delle balene non può sopravvivere da sola – continua Sato – ha bisogno di lauti aiuti dal governo ed ora sta spendendo i soldi destinati alle vittime dell’11 marzo nel momento in cui queste ultime ne hanno maggiormente bisogno“.

Attività scientifica, ma anche commerciale. La caccia alle balene ufficialmente perseguita dal governo e dall’industria come attività scientifica. In Giappone moltissime parti del grosso cetaceo si utilizzano per svariati motivi, esiste quindi un vero e proprio mercato dei prodotti derivanti dalla balena, dicono gli ambientalisti. Un mercato del tutto legale. Ma recentemente “la domanda di carne di balena sta drasticamente cadendo”, spiega ancora il responsabile della sezione giapponese di Greenpeace e conseguentemente “tonnellate di questa carne rimangono congelate in enormi freezer”. Nonostante questo, la caccia sembra proseguire imperterrita. Ci sarebbero infatti due navi baleniere salpate in questi giorni dal Giappone alla volta dell’antartico.E’ arrivato il momento che il governo giapponese faccia la cosa giusta per la sua gente e per l’ambiente circostante, nonchè verso la comunità internazionale – conclude Sato – abbandonado una volta per tutte l’idea di finanziare  l’industria delle balene”.

A.S.