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Protocollo di Kyoto, la rinuncia ufficiale del Canada: E’ un ostacolo, non una soluzione

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Adesso è ufficiale. Il Canada è il primo paese a ritirarsi dal protocollo di Kyoto, l’accordo che nel 1997 fu stipulato da diversi stati della comunità internazionale con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di combattere di conseguenza i pericoli dettati dal riscaldamento globale.
A renderlo noto, all’indomani della conferenza di Durban, è stato lo stesso ministro dell’Ambiente canadese Peter Kent.
I motivi che giustificherebbero la fuoriuscita del paese nordamericano sarebbero due: da una parte vi è la consapevolezza che, in base alla situazione attuale, il Canada rischierebbe di pagare multe pesantissime nel momento in cui, l’anno prossimo non si sarebbero raggiunti gli obiettivi prefissati quattordici anni fa; dall’altra, a parziale scusante, vi sarebbe il fatto che le due nazioni che sono i maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico, Stati Uniti e Cina, non hanno mai aderito al protocollo di Kyoto, limitandone così l’efficacia.
A conti fatti ,dunque, per Ottawa mantenere l’impegno sarebbe stato più un impiccio che altro.

Percentuali – Prendendo spunto da una nota dell’agenzia TMNews è possibile fare un raffronto tra i patti stipulati nel 1997 dal Canada e quelli riveduti di recente dal governo Harper: “Il Canada avrebbe dovuto ridurre nel 2012 le sue emissioni del 6% rispetto ai livelli del 1990: queste invece sono fortemente aumentate. Il governo conservatore di Stephen Harper, giunto al potere nel 2006, aveva già messo in discussione gli obblighi del protocollo, impegnandosi invece a ridurre le emissioni del 17% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2005: uno sforzo assai più modesto, secondo gli esperti e gli ecologisti”.

Simone Olivelli