Reggio Emilia: omicida fugge dall’ospedale psichiatrico

Pericoloso assassino – Si chiama Kamel Souki l’algerino di 45 anni che ieri approfittando di un permesso premio è riuscito ad evadere dall’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia. L’uomo vi era stato internato dopo che nel settembre del 1997, a Milano, uccise a sangue freddo un venditore di sigarette colpendolo ripetutamente con un grosso pugnale in stile arabo. Prima di essere catturato dagli agenti della Squadra mobile, Souki riuscì a ridurre in fin di vita altri tre colleghi della vittima: il gesto delirante non sarebbe stato altro che la vendetta per un presunto torto subito.

Attenzione ai permessi premio – La notizia è stata diffusa da Giovanni Battista Durante, segretario aggiunto del sindacato degli agenti penitenziari Sappe, che spiega che l’algerino si trovava in un centro commerciale con alcuni operatori sanitari quando “sembra sia salito a bordo di una macchina con una persona che, probabilmente, lo attendeva. Non è la prima volta che l’internato, pericolosissimo per i suoi trascorsi criminali, usufruiva di permessi sperimentali, finalizzati a verificarne la possibilità di reinserimento esterno e, quindi, la pericolosità sociale. L’internato era stato trasferito all’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, alcuni anni fa, a seguito dell’applicazione dell’articolo 148 del codice penale (sopravvenuta incapacità durante l’esecuzione della pena)”. A detta di Durante, questa fuga “deve far riflettere quanti ritengono che tutti i soggetti ricoverati negli ospedali psichiatrici giudiziari siano da mandare fuori, oppure in strutture aperte. Se ciò può essere vero per alcuni soggetti, altri, invece, richiedono una particolare attenzione anche dal punto di vista della sicurezza”.

Giorgio Piccitto