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La manovra “corretta” di Monti

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I lavori sono andati avanti per tutta la notte, ma le indiscrezioni filtrate in serata – e ufficializzate dallo stesso presidente del Consiglio – hanno dato il senso di cosa il governo abbia tentato di fare per “correggere” la manovra “salva Italia”. I capitoli più “caldi” sono, ovviamente quelli relativi alle pensioni e all’Imu sulla prima casa, sui quali l’esecutivo ha cercato di ammorbidire la linea, ma senza troppa convinzione.

Pensioni e casa – Partiamo dalle pensioni: la nuova manovra Monti prevede che a beneficiare dell’indicizzazione saranno le pensioni fino a 1.400 euro, ma solo per l’anno che sta per entrare. Dal 2013 la soglia della rivalutazione tornerà ad abbassarsi, coinvolgendo solo le pensioni fino a 900 euro. Sull’imposta sulla prima casa il governo ha concesso una detrazione base di 200 euro, a cui potrà sommarsi un ulteriore “sconto” di 50 euro per ogni figlio under 26 ancora a casa (una sorta di sconto “bamboccione”).

Il buffetto agli scudati – Eliminato il “bollo” sui conti correnti fino a 5 mila euro, mentre un impercettibile “buffetto” (per usare le parole di Pier Luigi Bersani) è stato dato agli “scudati” che vedranno tassare i loro capitali, rientrati grazie al “condono” dello scorso governo, del 2% (prima era dell’1,5%). Il Fisco potrebbe comunque avere seri problemi a “fare cassa” su questa voce perché i capitali rientrati in Italia potrebbero già essere stati investiti o essere stati trasferiti in banche diverse, facendo perdere ogni traccia di sé.

Tetto agli stipendi dei manager – Il testo “corretto” prevede, inoltre, un contributo di solidarietà pari al 15% da applicare alle cosiddette “pensioni d’oro”, quelle cioè che superano i 200 mila euro annui, e farà discutere anche la norma che pone un tetto massimo agli stipendi dei  manager e dei dipendenti pubblici, che non potranno percepire più di 300 mila euro lordi all’anno. In arrivo anche due misure “punitive” per gli esterofili: prevista una tassa dello 0,76% per gli immobili detenuti dai cittadini residenti in Italia all’estero e un’imposta dello 0,1% sulle attività finanziarie avviate al di fuori dei confini italiani.

Tassisti e Province risparmiati – Sul fronte delle liberalizzazioni, i tassisti sono stati risparmiati, al contrario dei farmacisti. I medicinali di fascia C potranno essere venduti in parafarmacia o in reparti specificatamente attrezzati dei supermercati già dal prossimo mese di gennaio. “Graziate”, infine, le Province: gli organi in carica (giunte e consigli) decadranno a scadenza naturale e non entro il 31 marzo 2013, come precedentemente previsto dal governo.

Maria Saporito

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