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L’uomo dell’anno? Il manifestante

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Il manifestante come simbolo 2011 – Time ha scelto l’uomo dell’anno 2011: è il manifestante. Nella copertina è ritratta una persona con il volto coperto, in stile arabo, che lascia intravedere solo gli occhi e uno sguardo che comunica sfida. La rivista spiega la scelta affermando che «un anno dopo che un venditore di frutta tunisino si è dato fuoco, il dissenso si è diffuso in tutto il Medio Oriente, in Europa e Stati Uniti, rimodellando la politica mondiale e ridefinendo il potere dei popoli». Per la prima volta non è più un personaggio famoso che conquista la celebre copertina, ma un movimento di massa.

Da Facebook alla piazza – Il 2010 aveva visto nella copertina del Time come uomo dell’anno Mark Zuckerberg, il fondatore di Fabook. Il manifestante del 2011 ha molto a che spartire con l’eroe dell’anno passato: i social network e Internet sono il nuovo media di diffusione delle informazioni e di agglomerazione delle masse.

Sulle proteste e le rivolte – Nell’editoriale si leggono servizi sulle proteste e le rivolte cittadine che hanno invaso le piazze di tutto il mondo durante il 2011. Secondo i redattori del Time, che ricordano il preludio delle rivoluzioni, tutto è iniziato in Tunisia, diffondendosi poi ad Atene, a New York fino alla lontana Mosca. «In tutto il mondo, le proteste del 2011 hanno condiviso la consapevolezza della corruzione e della disfunzione del sistema politico ed economico – finte democrazie che giocano a favore dei ricchi e dei potenti, per impedire ogni cambiamento significativo. Due decenni dopo il crollo finale del comunismo, i manifestanti pensano di stare vivendo il fallimento dell’ostinato e gigantesco ipercapitalismo e chiedono una terza via, un nuovo contratto sociale»

 

Michela Santini