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Pompieri licenziati dopo aver vinto il concorso, ricorso al Tar

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Non possiedono i requisiti necessari – Per sette vigili del fuoco siciliani che si sono impegnati anima e corpo nel soccorso della popolazione messinese durante le recenti alluvioni, questo non sarà in sereno Natale. A rovinarlo è stata la sentenza del Tar secondo la quale Sergio Impellizzeri, Ivan Castelli, Ivan Parasiniti, Francesco Bottari, Daniele De Vardo, Gaetano Bellamancina e Francesco Cuciti non possiedono i requisiti necessari a svolgere questa mansione per cui i loro posti verranno assegnati ad altri sette individui che nel concorso pubblico del 2006 avevano ottenuto punteggi inferiori.

Ricorso dei concorrenti – A due di loro, la notizia del licenziamento è stata comunicata mentre stavano prestando soccorso: “Eravamo nella frazione di Scarcelli a Saponara – racconta Cuciti – per fare oltre il nostro normale lavoro 12 ore in più per l’emergenza per trovare il corso di una delle vittime: Luigi Testa. Ci hanno chiamato e ci hanno comunicato di rientrare perché ci dovevano notificare il licenziamento. […] Quando abbiamo saputo dei ricorsi degli altri concorrenti, più volte ci siamo rivolti al ministero e ci hanno detto di non preoccuparci. Ora come beffa finale ci hanno comunicato che non ci daranno lo stipendio, né la tredicesima questo mese. Abbiamo presentato un nuovo ricorso al Tar di Catania, ma siamo molto delusi. Questo lavoro si fa con il cuore e noi ci siamo comportati sempre così. Ora però abbiamo famiglie e figli e non sappiamo come farli vivere e pagare il mutuo”.

Speriamo che la magistratura ci dia ragione – Sconforto anche nelle parole di Impellezieri che afferma: “Noi ci siamo impegnati sempre moltissimo abbiamo ricevuto elogi, encomi e benemerenze, abbiamo salvato la vita a delle persone e abbiamo costruito anche il campo per i profughi a Chinisia a Trapani. Alcuni di noi che erano vincitori di altri concorsi hanno abbandonato le altre opzioni per fare il vigili, altri che già lavoravano da altre parti si sono licenziati e ora non sappiamo come vivere. Confidiamo nella magistratura, speriamo ci dia ragione”. Si spera dunque che il nuovo ricorso al Tar risolva una situazione che appare quantomeno ingiusta, riassegnando i posti di lavoro ai legittimi titolari oppure assumendoli tutti, come proposto dal comandante dei vigili del fuoco di Messina.

Irene Lorenzini