Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica

Fiat: CGIL e De Magistris contro Marchionne

0
CONDIVIDI

Fiat segna un passaggio storico nel campo dei diritti del lavoro. L’accordo siglato ieri dal Lingotto, in seguito all’uscita da Confindustria e alla disdetta unilaterale di tutti i contratti firmati fino ad oggi, è destinato a segnare una pagina decisiva nella storia dei rapporti sindacali del nostro Paese: grazie alla firma di Film-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl, infatti, la Fiom-Cgil viene, di fatto, espulsa dalle aziende, mentre il “modello Pomigliano”, imposto un anno e mezzo fa nello stabilimento campano con quello che fu definito un “referendum ricatto”, viene esteso a tutti gli stabilimenti, limitando le libertà dei lavoratori e cancellando i diritti garantiti dal Contratto Nazionale di Lavoro (aprendo, quindi, la strada a turni straordinari, orari di lavoro più lunghi, riduzione delle pause…)

Le reazioni del mondo sindacale – “L’accordo esteso a tutti gli stabilimenti Fiat è un passo verso la fine del contratto nazionale. – ha commentato in un intervista a “Micromega”, il giuslavorista Piergiovanni Alleva – Un fatto grave in un momento in cui i lavoratori sono divisi e frammentati, si perdono tutele fondamentali”.
Duro anche il commento della Fiom, che questa mattina ha promosso un presidio a Pomigliano per contestare l’ad di Fiat Sergio Marchionne e, per gennaio, ha annunciato una grande manifestazione nazionale a Roma, per la democrazia e il lavoro.
“ A Pomigliano sono stati investiti 600 milioni di euro – ha spiegato ai cronisti il segretario generale Maurizio Landini, a proposito del piano industriale mai presentato da Marchionne per lo sviluppo di Fiat – ma dove sono gli altri 19,4 miliardi?”.
“Quello della Fiat è un attacco alla libertà sindacale, un arretramento dei diritti sanciti dalla Costituzione imposto con una logica autoritaria. – ha continuato Landini – Noi difendiamo un bene che è di tutti. Per questo denunceremo la Fiat per comportamento antisindacale”.

De Magistris con la CGIL – Sulla vicenda Fiat è voluto intervenire, questa mattina, anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha rifiutato l’invito a partecipare alla presentazione della nuova Panda, alla presenza anche di Sergio Marchionne.
“Oggi non è certo un giorno di festa per il mondo del lavoro e per la democrazia: – si legge nel comunicato diramato dall’ufficio stampa del sindaco – oggi, infatti, si celebra la fine del Contratto collettivo nazionale e la fine della rappresentanza sindacale. […] Oggi si deve essere responsabili, anche rispetto alle generazioni future, e denunciare chiaramente l’epocale svolta che si sta realizzando. La morte della democrazia nelle fabbriche e in tutti i posti di lavoro. E quando la democrazia muore nelle fabbriche, cioè nel mondo del lavoro, muore anche nel paese. E questo non può essere celebrato, questo non può essere consentito”.

Mattia Nesti