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Di Pietro ribadisce il no alla manovra e a Monti

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L’Italia dei Valori abbandona la “grande maggioranza”. Il partito di Antonio Di Pietro, che questa mattina aveva aperto a Monti, riconoscendo i passi avanti compiuti in direzione dell’equità con gli emendamenti accolti dal governo, ha espresso questa sera un giudizio complessivo sulla manovra estremamente negativo, dicendosi fermamente contrario alla sua approvazione, anche se questo dovesse portare a ritirare il voto di fiducia che il partito aveva accordato al professore solo un mese fa.

Rimane l’iniquità dei provvedimenti – Al termine di una lunga riunione congiunta dei gruppi parlamentari di Camera e Senato – alla presenza anche del leader del partito Antonio Di Pietro – l’Italia dei Valori ha diramato una nota in cui si ribadisce il voto contrario alla “fiducia/stangata”.
“La profonda iniquita’ non e’ venuta meno – ha commentato a margine dell’incontro il capogruppo alla Camera Massimo Donadi – soprattutto per quanto riguarda l’evasione fiscale e sul capitolo delle frequenze tv. Quindi voteremo contro la manovra”.
Questa mattina, intanto, l’IdV – insieme alla Lega, unico altro gruppo parlamentare all’opposizione – ha votato contro il nuovo regolamento che prevede il passaggio al sistema contributivo per i vitalizi dei parlamentari; il voto di fiducia sulla manovra, invece, è previsto per venerdì, intorno alle 19.30.

Rotta la foto di Vasto? – La decisione dell’Italia dei Valori, se dovesse essere portata alle estreme conseguenze di negare la fiducia a Monti, comporterebbe di fatto una profonda rottura nelle relazioni con il Partito Democratico.
Il partito di Pierluigi Bersani, infatti, rimarrebbe organicamente all’interno di una “grande maggioranza” che finirà nel mirino dell’opposizione, da sempre caratterizzatasi per i toni forti e particolarmente radicali, di Antonio Di Pietro; uno scenario che metterà a repentaglio la tenuta della foto di Vasto, anche in virtù delle ambiguità di Sinistra Ecologia Libertà, dove Nichi Vendola vorrebbe salvare ad ogni costo il nuovo Ulivo (e, con esso, le primarie e la sua candidatura a premier), mentre un’area sempre maggiore del partito chiede di impegnarsi nel campo dell’opposizione, per costruire un’alternativa sociale al Governo Monti e ai partiti che lo sostengono.

Mattia Nesti