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NewNotizie intervista Gianmaria Testa

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In anteprima per RadioIndie Music Like, in onda domani, NewNotizie intervista Ginamaria Testa, pronto a presentare il suo nuovo lavoro Vitamia. In esclusiva per la nostra testata l’artista ci parla del suo attuale andamento.

1 – Se ti chiedessi di scegliere una parola per raccontare questo “Vitamia”?
Direi diario. Le canzoni di Vitamia non hanno pretese di bilancio o di riassunto, per questo il titolo è scritto in un’unica parola. Le vedo più come una serie di appunti di un diario, personale ma condivisibile.

2 – Dinamiche, espressività, caratteri spesso decisi e “forti”, irruenti a tratti…assenza di fiati ma molte chitarre elettriche…cosa racchiudi dietro elementi espressivi di questo genere? Quali emozioni stai traducendo in musica?
Ho cercato di interpretare l’inquietudine di questi anni di poca etica e scarso futuro. Anni di “avvento” come sostiene Erri De Luca, che però non lasciano facilmente immaginare quel che ha da venire. Ho come l’impressione che si stia ancora lentamente consumando il 900 e che il nuovo millennio tardi a manifestarsi. Avendo figli non posso impedirmi di sperare in qualcosa di meglio che però adesso faccio fatica a intravedere.

3 – Dopo un disco che ti ha regalato enormi soddisfazioni…dopo il Tenco…insomma dopo un grande disco, oggi cosa ti aspetti e cosa insegui?
Mi ha gratificato il premio Tenco perché ho sempre rispettato quel festival e le motivazioni che lo hanno tenuto in vita, ma non ho mai inseguito niente con le mie canzoni. Ho sempre soltanto dato seguito a una pulsione verso la scrittura e questo continuerò a fare. Prima di ogni disco dico sempre ai musicisti che se la fortuna ci assiste e fra un po’ di anni saremo seduti da qualche parte a berci un bicchiere commentando il lavoro fatto insieme, non mi interesserà andar fiero di qualcosa, mi accontenterò di non dovermi vergognare di niente.

4 – E’ plausibile pensare che crescita è anche tornare a se stessi?
Tutto serve a crescere,  anche prendersi il tempo di un ritorno nella più intima delle case. Rimango tuttavia convinto che la vera crescita passi per lo scambio e la condivisione. Se una salvezza è possibile sarà collettiva.