India, bevanda killer: sale a 167 il bilancio dei morti

Fonti delle autorità locali- È salito a 167 morti il bilancio delle vittime dell’alcol adulterato nella provincia di Sangrampur, nell’est del Paese. Un bilancio che potrebbe salire considerando le decine di persone che si trovano in condizioni critiche. A annunciarlo è stato il magistrato locale Naraya Swarup Nigam, che ha inoltre fatto sapere che si stanno smantellando decine di distellerie illegali e negozi di liquore.

La strage- L’allarme per la bevanda killer era scattato già nel pomeriggio di mercoledì quando un centinaio di persone, in prevalenza venditori ambulanti o conducenti di risciò, hanno cominciato a sviluppare i primi sintomi dopo aver bevuto una bevanda alcolica che è rimasta a lungo senza identificazione certa. Ben presto però le autorità hanno stretto il cerchio attorno ad un liquore artigianale di contrabbando molto diffuso nella regione. Il liquore conteneva metanolo, una sostanza estremamente tossica per l’uomo- può infatti provocare gravi danni ai reni, al fegato e alla vista– ma comunque utilizzata in grande quantità per aumentare la gradazione alcolica delle bevande.

La vendita illegale- La vendita illegale di alcolici è molto diffusa nell’area di Sangrampur. I prezzi delle bevande alcoliche sono spesso così alti da spingere la popolazione meno abbiente a rifornirsi illegalmente favorendo la nascita di un mercato negro non indifferente. Non a caso i più colpiti dalla bevanda-killer sono stati proprio gli individui più poveri che hanno potuto comprare l’alcol incriminato per il prezzo di sei rupie il mezzo litro, equivalenti a nove centesimi di euro.
Annastella Palasciano