Nuove norme sulle pensioni

Dal 2012 il sistema pensionistico si fonderà su due tipologie principali di pensione: la nuova pensione di vecchiaia e la pensione anticipata (naturalmente restano anche altre forme: assegni di invalidità, pensioni di inabilità, pensioni ai superstiti e così via).

La nuova pensione di vecchiaia si ottiene al raggiungimento di una certa età, avendo però maturato almeno 20 anni di contributi. Nel 2012 gli uomini (sia dipendenti sia autonomi) dovranno avere 66 anni. Anche le donne. Ci saranno vincoli per chi ha iniziato l’attività lavorativa dal 1° gennaio 1996: potranno valere le regole generali della pensione di vecchiaia, ma a condizione di poter far valere almeno 20 anni di anzianità contributiva e con una pensione pari almeno 1,5 volte l’assegno sociale Inps. Altrimenti dovranno attendere fino a 70 anni. La legge stabilisce che l’età per la nuova pensione di vecchiaia dovrà essere pari almeno a 67 anni dal 2021. I lavoratori potranno scegliere di proseguire l’attività lavorativa fino a 70 anni e oltre, l’importo della pensione crescerà al crescere dell’età del pensionando.

L’altra possibilità si chiama pensione anticipata. Dal 2012 per ottenere questo trattamento sarà necessaria un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese per gli uomini, 41 anni e un mese per le donne. Ma se la pensione è calcolata con il metodo retributivo (anche in parte), sono previste penalizzazioni per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni.