Tra grano, rame e carbone il trend 2011 resta positivo

La gravità della crisi, che procede apparentemente inarrestabile anche a causa delle divisioni politiche in Europa, si misura dal fatto che ha travolto le barriere considerate più robuste, come quelle delle materie prime. Tra maggio e novembre l’indice Goldman Sachs commodities ha perso il 13%: pesa naturalmente il legame con il ciclo economico, in evidente peggioramento. Quindi anche quando si tratta di grano, rame e succo d’arancia occorre fare i conti con la volatilità e gli indici. Esistono però margini di discussione su quanto la finanza abbia guastato il clima.

Dopo vent’anni di stabilità delle quotazioni, negli ultimi mesi la volatilità è cresciuta per tutte le commodity e se si considera il periodo gennaio-novembre 2011, il bilancio è ancora positivo. L’evoluzione delle materie prime, oltre che con la crisi, ha a che fare con tendenze di lungo corso come lo sviluppo di nuove aree del mondo. Nel periodo 2003-2011 i prezzi delle materie prime hanno mostrato un andamento crescente, più accentuato per le commodity che hanno la Cina come principale mercato di destinazione. Tra i casi più rappresentativi di questo megatrend figurano il petrolio e i beni alimentari. Il risultato è appunto una crescita generale (anche se a velocità diverse), che però deve affrontare ora lo scoglio di una possibile recessione.