Turchia: Giornalista condannata al carcere per frase proibita

Carcere e censura. Sempre più spesso in Turchia finiscono in carcere giornalisti accusati, nella maggior parte dei casi, di  associazione a organizzazione terrorista e tentato golpe. Fino ad oggi, la censura ha causato l’apertura di diversi processi contro giornalisti portandone ben  sessantasei dietro le sbarre.  Quello della libertà di stampa sta diventando un serio problema in Turchia che,  per questo motivo, è diventata una sorvegliata speciale da parte di Bruxelles.

Frase proibita. Ora c’è il rischio che venga incarcerata una sessantasettesima persona, la giornalista Ilkem Ezgi Asam, del quotidiano liberale Birgun,  accusata di aver riportato in un suo articolo una frase di un esponente di un’organizzazione per i diritti umani, che mette in relazione le fosse comuni trovate a Bitlis, nel Sud-Est del Paese, dove l’esercito combatte contro i separatisti curdi, con un ufficiale dell’esercito, il militare di grado Korkmaz Tagma.

Condanna. Ilkem Ezgi Asam è stata condannata dalla Corte penale a un anno di carcere in base all’articolo 6 della legge antiterrorismo. Secondo i legali della cronista però, quest’ultima si sarebbe limitata a riportare un frase pronunciata da un’attivista per i diritti umani e, di conseguenza, non è incriminabile. Per questo motivo è stato inoltrato appello e ora l’ultima decisione spetta alla Suprema Corte di appello nella speranza che il verdetto sia capovolto.

Giovanna Fraccalvieri