Egitto, ancora proteste a piazza Tahrir: otto morti e più di trecento feriti

Stessa piazza ma persone diverse e soprattutto con ideali differenti. E’ questa in sintesi l’interpretazione data dal neo premier ad interim egiziano Kamal el Ganzuri alle proteste che in questi giorni, e oramai da settimane, hanno ripreso a infiammare il clima sociale al Cairo.
Stando al primo ministro nominato dalla giunta militare che detiene il potere dall’indomani della caduta di Hosni Mubarak, in piazza Tahrir oggi ci sarebbero dei controrivoluzionari e non più i cosiddetti Giovani della rivoluzione che contribuirono alla fine del passato regime. Una lettura dell’attualità che di certo fa discutere e pare chiaramente strumentalizzata a uso e consumo di chi oggi porta avanti la nuova repressione.

Ancora morti e feriti – Stando ai dati riportati dal Corriere della Sera, gli scontri delle ultime ore avrebbero portato all’uccisione di otto persone e al ferimento di altre trecento.
A far esplodere le violenze è stata la notizia del pestaggio di un giovane da parte della polizia. Da quel momento è partito un lancio di pietre, a cui le forze dell’ordine hanno risposto imbracciando bastoni e sparando con i cannoni ad acqua.
Dopo la nottata, stamane è ripresa la guerriglia quando l’esercito ha bruciato le tende del sit-in nella piazza.

S. O.