Baby-predicatori e business delle performance religiose

Baby-predicatore. Sul palco urlano la parola di Dio. Piccoli nel corpo, grossi nella voce. Urlano, e non si capisce se siano invasati da Dio o indemoniati. Certo, sono inquietanti. In realtà, molto più semplicemente, sono vittime di un sistema che usa i bambini per impinguare le casse di grossi giri d’affari. Il più piccolo dei predicatori americani ha quattro anni,  si chiama Kanon Tipton e vive a Grenada in Mississippi. Il piccolo predicatore non sa leggere ne’ scrivere, ma i suoi sermoni religiosi incantano platee numerose.

Predicatore in fasce. Come si vede nel video allegato all’articolo, Kanon inizia le sue “predicazioni” all’età di circa due anni quando, dopo un sermone tenuto dal nonno, sale su palco e, impugnando il microfono, inizia a gridare parole incomprensibili accompagnate dalla gestualità di un predicatore consumato. La baby esibizione viene pubblicata su youtube dove viene visualizzata da più di quattro milioni di utenti. Il successo è immediato; ha inizio la “carriera” religiosa di Kanon che oggi, all’età di quattro anni,  infiamma la platea a ogni parola impregnata di testi biblici che esce dalla sua bocca .

Adolescenti ispirati. Kanon non è l’unico baby-predicatore. Diversi adolescenti come Terry Durham, che vive in Florida ed è visto dai suoi adepti come un guaritore, sono davvero molto popolari,  hanno dei siti internet personali e vendono dvd, libri e tutto ciò  che possa documentare la loro attività di “evangelizzazione”. Questi ragazzini girano il mondo e raccolgono sempre più seguaci come si può ben vedere nel documentario ‘Predicatori tascabili’, in onda stasera alle 21.55 su National Geographic Channel.

Business evangelico. Quello dei “baby predicatori” è un fenomeno in crescente aumanto in America, come se non bastassero già eserciti di uomini adulti, incravattati e impomatati, pronti a proclamare o, sarebbe meglio dire, a gridare, la parola di Dio di fronte a platee ipnotizzate. Il giro di affari che si nasconde dietro la moda del  “Vangelo urlato” è davvero impressionante. Se prendiamo come punto di riferimento i “baby predicatori”, possiamo osservare come bambini e adolescenti siano, praticamente, sempre in tour e vengono pagati ben 700 euro per un sermone della durata di due ore. Carità cristiana!

Marketing evangelico. In realtà, non si tratta di semplici predicazioni da Chiesa, ma di veri e propri eventi, organizzati seguendo tutti i “comandamenti” del marketing: prodotto, prezzo, punto vendita, promozione. I sermoni sono dei veri e propri prodotti, venduti sul mercato al prezzo minimo di 700 euro a intervento; inoltre, le parrocchie sborsano un anticipo in contanti per almeno 150 dvd (circa 550 euro) per la “venuta” dei predicatori. I punti vendita sono diversi: chiese, ma anche luoghi “neutri” come  sale e  studi televisivi. La promozione è curata in ogni dettaglio e si serve dei diversi mezzi di comunicazione a disposizione: internet, televisione, radio, riviste, locandine, cartelloni pubblicitari. Quello dei baby-predicatori rappresenta l’ennesimo esempio di mercificazione legata all’immagine pulita dei bambini, un fenomeno tristemente diffuso nella società attuale.

Giovanna Fraccalvieri