Home Cultura 19 Dicembre: Emily Brontë, like a Rolling Stone

19 Dicembre: Emily Brontë, like a Rolling Stone

Capita, a volte, di parlare di Emily Brontë e Jane Austen come fossero due fenomeni artistici che si escludono a vicenda dai gusti dei lettori, come fossero i Beatles ed i Rolling Stones. Quasi contemporanee (la prima è nata poco dopo la morte della seconda), le due scrittrici britanniche hanno avuto, indubbiamente, due ruoli diversi all’interno della storia della letteratura inglese.

Emily Brontë e Jane Austen – Emily Brontë ha indagato all’interno del lato più impetuoso dell’essere umano, ha avuto il coraggio di raccontare storie troppo passionali per una “donna per bene”; Jane Austen continua a dilettare le giovani sentimentali con le sue storie che prendono spesso vita nei salotti dell’alta società. Se dovessimo inquadrarle secondo una semplicistica ottica dicotomica, non vi sarebbe dubbio: Emily Brontë giocherebbe il ruolo della ribelle, di quella che da scalpore senza vergogna. La Austen? È più facile metterla a paragone con i baronetti di Liverpool piuttosto che con gli Stones, che secondo un punto di vista quanto mai ludico, potrebbero essere gli Emily Brontë degli anni sessanta. Si parla col sorriso sulle labbra, è ovvio, ma se ci si fermasse un attimo a pensare alla rivoluzione che “Cime Tempestose” ha costituito per la letteratura inglese, il paragone di cui sopra potrebbe apparire tutt’altro che ilare. Non che i Beatles non siano stati rivoluzionari, sia chiaro.

Like a Rolling Stone – Fino a Jane Austen le donne parlavano di buona posizione sociale, di matrimoni-contratti, di uomini orgogliosi e forti della propria reputazione. Elizabeth Bennet, protagonista di “Orgoglio e Pregiudizio”, è una donna intelligente, che si lascia guidare dal proprio raziocinio pur senza nascondere la sua genuina femminilità. Il suo Mr. Darcy è un ricco e onesto gentiluomo, il sogno nel cassetto di ogni brava ragazza: niente a che vedere con Heatcliff, lo zingaro impetuoso e vendicativo che fu partorito dalla fantasia di Emily Brontë. “Cime Tempestose” lasciò, inizialmente, basita la critica, sia per i suoi contenuti sia per la struttura dell’opera. Non si parlava di salotti londinesi, né di signorine vestite di tutto punto, ma di due individui selvaggi e di una brughiera che li vide crescere, amarsi d’un amore morbosamente esclusivo e mietere tragedie. Emily Brontë morì il diciannove dicembre del 1848. È fuori luogo ricordarla al suon di “Satisfaction”?

M.C.