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Di Pietro vs Franceschini: Vuole azzoppare i referendum

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, non le ha mandate a dire al capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. Nel mirino dell’ex pm è finita la proposta di legge presentata dal democratico, che chiede che ad “autenticare” le firme per i referendum siano solo i sindaci e i loro delegati. Una norma che Di Pietro ha già battezzato “ammazza referendum” e che – a suo giudizio – contribuirà (se verrà approvata) a togliere un altro po’ di democrazia al nostro Paese.

L’attacco a Franceschini – “Zitto zitto, il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha presentato alla commissione Affari costituzionali della Camera una legge fatta apposta per togliere un altro po’ di democrazia e di potere ai cittadini”. Così ieri sul suo blog il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha avanzato la sua offensiva all’indirizzo dell’ex compagno di opposizione. “Se verrà approvata – ha spiegato l’ex togato – il compito di verificare l’autenticità delle firme per i referendum non sarà più dei consiglieri e degli assessori regionali ma solo dei sindaci e dei funzionari da loro delegati”.

Più potere a Pdl e Pd – “Anche i bambini capiscono – ha continuato Di Pietro – che in questo modo il potere dei partiti sulla possibilità di indire referendum si moltiplicherà. I quesiti che non piacciono né al Pd né al Pdl verranno semplicemente fucilati dai primi cittadini. E di quesiti di quel genere ce ne sono tanti anche in tempi normali, quando non stanno come adesso nella stessa maggioranza. Altra logica dietro la presentazione di questa legge non ci può essere – ha tagliato corto il numero uno dell’Idv – Perché mai affidare il potere di convalidare le firme solo ai sindaci dovrebbe garantire un miglior controllo, infatti, lo sa solo Franceschini”.

Un grave torto ai cittadini – Non solo: “Qualche giornale ha scritto che questo è un dispetto all’Italia dei Valori – ha continuato sul suo blog Di Pietro – Non è vero. La norma ammazza-referendum è un dispetto fatto proprio a quei cittadini che, grazie alla raccolta firme referendaria, hanno bocciato il nucleare, difeso l’acqua e i beni pubblici, affondato le leggi ad personam, chiesto di poter votare con una legge elettorale democratica. E’ a tutti loro – ha insistito l’ex pm – che il capogruppo democratico vuol fare non un dispetto ma un gravissimo torto“. “Io non voglio fare troppa polemica – ha concluso Di Pietro nel suo lungo post – ma mi permetto di dire a Dario Franceschini che non è così che si salva l’Italia. Così, amici del Pd, la si condanna“.

Maria Saporito