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Grande centro, Casini: governeremo l’Italia

La nuova Democrazia Cristiana. Sembrava uno scherzo, fino a qualche anno fa; quando tutti ironizzavano sui sogni dei centristi, alla ricerca della “balena bianca” perduta, mentre l’Italia – con Silvio Berlusconi a fare il bello e il cattivo tempo del dibattito politico – si divideva sempre più nelle logiche di un bipolarismo deformato ad arena per tifoserie contrapposte.
Oggi, con il Cavaliere costretto a lasciare e con il sobrio e moderato Mario Monti subentrato nel ruolo di “salvatore della Patria”, il Terzo Polo cresce sempre più nei sondaggi, e l’idea del “grande centro” – che nei fatti già oggi governa il Paese, garantendo la fiducia parlamentare ai “tecnici” – assume contorni sempre più concreti anche per il futuro.

Casini: governeremo il Paese – Quest’oggi, in occasione della convention organizzata dalle forze del Terzo Polo a Roma, il leader dell’UDC Pierferdinando Casini ha spiegato che dal palco che “il Terzo Polo vuole guidare l’Italia, ha l’ambizione di guidare il nostro Paese aprendo una casa nuova in cui ci sia spazio non solo per le nostre sigle, ma anche per la societa’ civile, per l’associazionismo cattolico, per le forze sociali senza le quali l’Italia non si puo’ cambiare”.
Magari per quanti, proprio due mesi fa, si riunivano a Todi in occasione del seminario a porte chiuse promosso da Cisl, Mcl, Acli, Confartigianato, Coldiretti, Confcooperative, Compagnia delle opere…un’area politica, economica e culturale da cui, per altro, sono emersi molti dei nomi che oggi compongono l’esecutivo guidato da Mario Monti.

La sbornia centrista a destra e a sinistra A credere fermamente, e non da oggi, nel progetto di Casini è il Presidente della Camera Gianfranco Fini.
La politica si e’ rimessa a correre, altro che commissariamento della politica. – ha incalzato da Roma – Non e’ stato il fallimento della politica a far nascere questo esecutivo, ma l’assunzione di responsabilità della politica”.
Un atto di responsabilità e di unità trasversale – dal PD al PdL – ricordato anche dal Presidente del Senato Renato Schifani che, a dispetto delle dichiarazioni di ieri di La Russa che metteva in discussione il prosieguo del governo Monti, ha voluto ricordare che “il Paese ha bisogno di coesione e va salutata con favore la scelta, compiuta dalle forze politiche, di abbassare i toni e sostenere con grande unita’ un governo nato per affrontare l’emergenza economica”.
Un entusiasmo condiviso anche nel campo del centrosinistra dove Enrico Letta ha voluto azzardare, con solenne dichiarazione, che “il PD e’ nato con il governo Monti”.
Rimarrà da farlo capire a Di Pietro e a Vendola, alla CGIL, a quanti nel partito – fedelissimi di Bersani – hanno sostenuto che l’esecutivo tecnico “non è il governo del PD” e che bisogna lavorare “all’alternativa al neoliberismo”. E, soprattutto, alla base sociale del partito che vedrà pensioni già misere divenire sempre più povere.

Mattia Nesti