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Il ritorno di Tremonti che scatena le polemiche

Il ritorno mediatico di Giulio Tremonti non è passato inosservato. L’ex ministro dei conti pubblici, che ha ieri “fatto le pulci” al provvedimento “salva Italia” messo a punto da Mario Monti, ha sollevato un coro di critiche bipartisan, spingendo anche alcuni compagni di partito a “sparargli” addosso.

Le stoccate del Pd – “Da parte di Tremonti era più dignitoso il silenzio degli ultimi giorni che le parole del 18 dicembre. Davvero incredibile che chi ci ha portati qui si rimetta a favoleggiare come se nulla fosse”. A dichiararlo ieri ai microfoni del Tg3 è stato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha “freddato” il ritorno di Giulio Tremonti in tv con una battuta tanto asciutta quanto ficcante. Ha osato di più il collega Sandro Gozi: “Tremonti è senza vergogna – ha affermato il responsabile delle Politiche europee del Pd – Spiega ora la ricetta per uscire dalla crisi dopo non aver fatto nulla in tre anni da ministro dell’Economia. Assente in Aula il giorno della manovra, pensavamo che si fosse messo in una giusta quarantena politica e parlamentare, invece – ha continuato il democratico – il co-responsabile del disastro italiano torna a dare lezioni su come uscire dalla crisi, salvo non averne azzeccata una quando aveva l’incarico di guidare l’economia del nostro Paese. Per l’Italia un Monti in Europa – ha ironizzato Gozi – vale molto di più di Tre“.

La critica di Bondi – Ma a prendere le distanze dal tributarista di Sondrio è stato anche un ex compagno di governo come Sandro Bondi. “Ho il dovere di dire – ha affermato ieri il coordinatore del Pdl – che le dichiarazioni di Tremonti rilasciate nel corso della trasmissione condotta da Lucia Annunziata non rendono conto in maniera onesta e corretta del confronto che vi è stato sui provvedimenti economici nel corso di tutta la durata del governo Berlusconi. Solo Tremonti, a quanto mi risulta, ha espresso dei no, immotivati e rivelatisi poi anche sbagliati, nei confronti dell’operato degli altri ministri del Pdl, i quali peraltro – ha precisato Bondi – hanno sempre agito nel nome del rigore e delle riforme. Allo stesso modo gli stessi esponenti del Pdl, a quanto mi risulta, esprimono nei confronti del governo Monti delle posizioni responsabili e coerenti, a volte critiche ma sempre propositive e costruttive, nell’ambito di una crisi economica molto grave, rispetto alla quale lo stesso Tremonti – ha concluso l’ex ministro della Cultura – non può ritenersi estraneo alla stregua di un distaccato commentatore”.

Né con Bersani né con Tremonti – A ingrossare il coro dei detrattori tremontiani è stato anche Fabrizio Cicchitto: “Non siamo d’accordo con Bersani, ma neanche con Tremonti – ha precisato il capogruppo del Pdl alla Camera – Ha torto Bersani quando afferma che Tremonti è il principale responsabile delle attuali difficoltà. Tremonti e Berlusconi hanno capito l’esistenza della crisi, tant’è che hanno fatto manovre economiche dal 2008 fino al 2010 per 260 miliardi. I tagli avevano il difetto di essere lineari e per di più Tremonti – ha criticato il pidiellino – bloccò anche iniziative che avrebbero consentito di combinare rigore e crescita“.

Maria Saporito