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Jovanotti: “La morte di Francesco è una tragedia, ma nei miei tour tutto in regola”

Cordoglio e repliche – Dopo la tragica morte di Francesco Pinna, 20enne studente-operaio che stava lavorando all’allestimento di un suo concerto a Trieste, non sembra esserci pace per Jovanotti. Il cantante di Cortona ha prima espresso forte vicinanza alla famiglia del giovane; poi è passato alla difesa, visto che alcuni hanno lo accusato di predicare bene e razzolare male, in quanto – presuntamente – a dispetto del suo impegno civile porterebbe avanti dei tour che coinvolgono dei lavoratori in nero, privi di garanzie sindacali o di sicurezza. Particolarmente sensibile su questo punto, Jovanotti ha replicato  diversi giorni fa tramite un post sulla sua pagina Facebook, dove – tra l’altro – da diversi giorni campeggia in bacheca una foto in bianco e nero di Francesco Pinna durante un allenamento di Karate.

Nei miei tour, tutto in regola” – “Francesco Pinna e’ morto lavorando al montaggio di una struttura fatta per far divertire migliaia di persone – ha scritto il cantante in un post datato 13 dicembre -. La sua morte è una immensa tragedia per una famiglia e per il mondo dei concerti. Il suo era un lavoro a giornata ed era assunto con contratto regolare. Io personalmente pretendo sempre che tutti quelli coinvolti anche indirettamente in un lavoro che riguardi la mia musica siano sempre tutelati in ogni forma e anche in questo caso era cosi“. Dopo aver precisato che “I ragazzi come lui non sono in tour con la squadra itinerante (composta di tecnici specializzati) ma lavorano localmente agli allestimenti che passano nella loro città“, Cherubini ha poi aggiunto che “in un tour come il mio (e come tutti i grandi e piccoli tour che girano l’italia) ogni lavoratore locale e’ assunto con un contratto in regola con le leggi dello Stato. Anche in questo caso era cosi“. E sulle dinamiche dell’incidente: “Francesco e’ morto per una fatalita’ davvero difficile da prevedere. Stamattina le prime indagini degli ingegneri non sono riuscite ancora a capire le dinamiche dell’incidente”. Ma quello che resta è il dolore per la scomparsa di un ragazzo tanto, troppo giovane per lasciare questo mondo. “Sono migliaia a fare questi lavori in Italia e spesso sono studenti che non hanno un lavoro fisso e che così si guadagnano qualche giornata – ha commentato amaramente Cherubini -. Francesco era uno di loro e aveva tutta la vita davanti a se e questa e’ la tragedia”.

Roberto Del Bove