Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica La Camusso non molla: Dal governo supponenza e aggressione

La Camusso non molla: Dal governo supponenza e aggressione

Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, non sembra intenzionata ad ammorbidire la linea sull’operato del nuovo governo. “La loro ricetta non funziona – ha spiegato al Corriere della Sera – perché colpisce i soliti noti ed è recessiva”. E sulla riforma previdenziale targata Fornero: “C’è una supponenza impressionante da parte del governo”, ha affondato la sindacalista, che ha aggiunto: “Questa aggressione nei confronti dei lavoratori stupisce molto”.

Formula iniqua e recessiva – “La ricetta giusta non è quella di Monti perché grava sui soliti noti: chi ha un reddito Irpef dichiarato, in genere medio basso”. A dichiararlo in un’intervista al Corriere della Sera è stata la numero uno della Cgil, Susanna Camusso. La sindacalista ha rimarcato il suo giudizio negativo sulla manovra approvata alla Camera, evidenziandone (per l’ennesima volta) la mancanza di equità: “Punta a far cassa rapidamente su chi non può sottrarsi e non si è mai sottratto al fisco – ha rincarato la Camusso – Determina recessione e quindi non mette affatto al riparo il Paese. Il nuovo governo – ha tagliato corto – ha solo preso tempo”.

Intervento brutale sui pensionati – Inevitabile il riferimento alla più chiacchierata delle riforme, quella sulle pensioni, che ha già suscitato la levata di scudi di tutte le maggiori sigle sindacali del Paese. “Oggi, tra i lavoratori e i pensionati che frequento io – ha spiegato la leader della Cgil – non c’è nessuno che trovi la riforma Fornero ragionevole. C’è una straordinaria sottovalutazione e una supponenza impressionante da parte del governo nel non capire le conseguenze di questa riforma, che rappresenta un intervento brutale sui prossimi 6-7 anni per tante persone che non potranno accedere alla pensione e non avranno un sussidio. C’è un livello di aggressione nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che, fatto da una donna – ha affondato la Camusso – stupisce molto”.

Fornero scenda dalla cattedra – Di più: “Contesto che si possa pensare che ci siano lavori che si possono fare fino a 70 anni – ha rincarato la sindacalista – Fornero scenda dalla cattedra: se la immagina una sala operatoria con infermieri settantenni? Si rende conto che c’è gente che si fa un mazzo così e non può farselo più nemmeno a 66 anni? Mica sono tutti banchieri. Invece, trattiamo la gente che va in pensione dopo 42 anni come se fossero dei profittatori mentre c’è a chi basta una legislatura”. Categorica, infine, sull’articolo 18: “Non è un totem, ma una norma di civiltà – ha tagliato corto la numero uno della Cgil – Vogliamo superare il dualismo tra lavoratori garantiti e precari? Lancio una sfida: facciamo costare il lavoro precario di più di quello a tempo indeterminato e scommettiamo che nessuno più dirà che il problema è l’articolo 18?”.

Maria Saporito