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L’Aquila: ‘ndrangheta infiltrata nelle ricostruzioni edilize post sisma, 4 arresti

Quattro arresti, numerosi sequestri – Ha preso il via alle prime ore dell’alba l‘operazione “Lypas”, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria-Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) assieme ai poliziotti della Squadra Mobile della Questura de’ L’Aquila. L’intervento, volto a contrastare le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel risanamento del patrimonio edilizio post-terremoto del capoluogo abruzzese, ha condotto all’arresto di quattro individui originari di Reggio Calabria dei quali, al momento, non sono stati resi noti i nomi. B.S. (35 anni), V.A.(45 anni), V.M. (38 anni) e I.F. (58 anni) dovranno presto rispondere all’accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Parallelamente, le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro 8 automezzi, quote sociali di 4 società, 5 immobili e 25 rapporti bancari riconducibili agli indagati.

Due anni di indagini – Le indagini sono state avviate circa due anni fa sotto la guida del Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, e del sostituto procuratore Fabio Picuti; lo scopo era quello di monitorare e bloccare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nei lavori di ricostruzione degli edifici distrutti dal sisma. L’inchiesta ha effettivamente evidenziato un forte interessamento degli esponenti della cosca reggina Caridi-Zincato-Borghetto ai lavori di riedificazione degli immobili privati. Per questo tipo di edifici non è infatti prevista alcuna procedura ad evidenza pubblica né la certificazione antimafia.

Intercettazioni – Gli agenti sono riusciti a condurre le indagini ad un punto di svolta grazie alla vasta mole di informazioni raccolte attraverso le intercettazioni ambientali e ad utenze cellulari, oltre ad alcune fotografie che immortalano un incontro preliminare tra i quattro arrestati e alcuni esponenti della cosca Caridi-Zincato-Borghetto. Grazie al materiale raccolto, si sono potute comprendere le modalità con le quali la cosca reggina stava tentanto di penetrare nel mercato edilizio aquilano.

Irene Lorenzini