Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Manovra e articolo 18: Il pubblico impiego si ferma per lo sciopero

Manovra e articolo 18: Il pubblico impiego si ferma per lo sciopero

Lo sciopero del pubblico impiego – Le proteste contro la manovra non si sono fermate, come avevano già annunciato nei giorni scorsi i leader dei maggiori sindacati.
Dopo lo sciopero generale, oggi saranno i medici, dipendenti pubblici, impieganti delle poste e insegnanti ad incrociare le braccia contro la manovra salva Italia.
Gli statali si fermeranno per otto ore mentre nelle scuole il personale si fermerà per un’ora, nelle università invece il blocco durerà l’intera giornata. Nelle ultime tre ore di turno, si fermeranno i dipendenti delle poste e i lavoratori del settore energia.

Le ragioni – Alla base della mobilitazione c’è la richiesta di modificare la manovra durante l’iter parlamentare per ottenere: “una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati; misure che colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita; il rinnovo dei contratti; l’eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali per difendere il welfare locale e la sanità; una ristrutturazione delle istituzioni centrali e locali che eviti affrettate operazioni mediatiche e ragionieristiche, come nel caso delle province o degli enti previdenziali, finalizzata a garantire la tenuta occupazionale e a migliorare i servizi”.

L’articolo 18 –
Le parole del Ministro Fornero, che aveva aperto alla modifica dell’articolo 18, considerato ormai non più un totem, ha fatto infuriar maggiormente i sindacati. L’accusa che Bonanni, leader della Cisl, muove al governo è proprio quella di alimentare la protesta: “Questa storia di voler mettere mano all’articolo 18 proprio non la capisco. Sembra si voglia aizzare la gente alla protesta. Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall’approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia così complessa. La precarietà è il frutto della flessibilità pagata male. L’esecutivo si deve rendere disponibile a pagare di più il lavoro flessibile“.

Matteo Oliviero