Home Cultura 20 Dicembre: la “buona morte” di Piergiorgio Welby

20 Dicembre: la “buona morte” di Piergiorgio Welby

Correva l’anno 2006 quando, il venti dicembre, Piergiorgio Welby salutò amici e parenti e disse addio per sempre ad una malattia che lo condannava da anni a condurre una non-vita, un’esistenza totalmente dipendente dall’aiuto altrui.

Un caso mediatico – Quello di Piergiorgio Welby fu un vero e proprio caso mediatico. Forte della propria volontà di andarsene con dignità e di smetterla di trascorrere giornate su giornate nell’attesa di una “buona morte” naturale che ponesse fine alla sua agonia, Piergiorgio Welby decise deliberatamente di morire. La sua volontà venne assecondata dalla moglie Mina, dal dottor Mario Riccio e da altre persone a lui vicine. Tristi per la sua dipartita ma rispettosi di quella scelta così difficile ma assolutamente comprensibile, questi ultimi accompagnarono Piergiorgio Welby fino alla fine.

Sulle note di Bob Dylan – Quello di Piergiorgio Welby è stato il primo autentico caso pubblico di eutanasia in Italia. Etimologicamente parlando, il termine “eutanasia” significa “buona morte”. C’è da dire che, effettivamente, quell’uomo ormai completamente paralizzato fece una morte di gran lunga migliore rispetto all’ultimo periodo della propria esistenza. Completamente saturo di quella vita ordinaria e abitudinaria in cui si ritrovava ad essere succube e parassita di se stesso, Piergiorgio Welby prese una decisione umanissima, coraggiosa e vile insieme. Sarebbe fuori luogo, oltre che decisamente arduo, stabilire se la sua fu una decisione giusta o sbagliata: anche questi ultimi sono termini che, in certi casi, lasciano il tempo che trovano. Pieno di tutto ciò che aveva nutrito il suo spirito e la sua testa di uomo intelligente, Piergiorgio Welby se ne andò sulle note di Bob Dylan. Al suo fianco c’erano sua moglie Mina, sua sorella Carla, Marco Pannella, Rita Bernardini, Marco Cappato e, ovviamente, il dottor Riccio. Una “buona morte”, dunque, la sua. Di certo una morte le cui motivazioni possono essere ben comprese da tutti, sebbene sia davvero difficile, per molti, appoggiare tutto ciò che si arriva a capire.

M.C.