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Calcioscommesse, Doni finisce in manette

Calcioscommesse – Lo spettro del calcioscommesse si materializza ancora una volta nel campionato italiano. Dopo Beppe Signori finito in carcere lo scorso giugno, stamani stessa sorte è toccata ad altre 17 persone, tra cui l’ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni e altri 4 giocatori. Il magistrato Di Martino, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato l’organigramma dell’associazione che rivestiva caratteristiche “transnazionali” ed ha puntualizzato che per le indagini è stata fondamentale la collaborazione di forze di polizia estere, in particolare di Croazia, Germania, Finlandia e Ungheria. Da Singapore a Milano, passando per l’Europa dell’Est, l’organizzazione lavorava per alterare gli incontri nei campionati italiani e in altri paesi investendo ingenti somme di denaro per compiere gli illeciti. Il gip ha descritto così il modus operandi dell’associazione: “Le somme che venivano investite erano dai 500 a 1,5 di euro. Questi soldi venivano ripartiti tra i vari membri e anche coloro che non avevano partecipato alla manipolazione ricevevano una quota della somma. E’ stata sentita anche un’altra persona in Germania che ci ha indicato alcune partite per le quali dice di avere ricevuto denaro per essere stato uno dei soggetti che partecipava a questa spartizione. Abbiamo acquisito intercettazioni dall’attività giudiziaria croata che ci hanno consentito di individuare una serie di partite di serie B in cui c’è stato l’intervento di queste persone di Singapore. I cosidetti zingari occupavano l’albergo dove si trovava la squadra ospite, prendevano contatti con i giocatori da corrompere, quindi veniva mandato un soggetto a vedere la partita e questo raccontava dell’andamento del match perchè le giocate avvenivano online”.

Il ruolo di Doni – L’ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni sarebbe l’artefice principale di “combine” di alcune partite della società bergamasca del campionato di calcio di serie B della scorsa stagione. Da quanto emerso dalle indagini, Doni insieme ad altri due complici, Benfenati e Santoni avrebbe alterato i risultati di tre partite dei nerazzurri. Si tratta di Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011, Padova-Atalanta del 26 marzo 2011 e Ascoli-Atalanta del 12 marzo 2011. L’ex nazionale sarebbe stato arrestato per “inquinamento delle prove“, poichè avrebbe pagato la parcella dell’avvocato di Santoni in cambio del silenzio e avrebbe tentato di sabotare i dati dell’iPhone dello stesso Santoni, che era stato sequestrato l’estate scorsa nell’ambito dell’inchiesta. Gli altri giocatori finiti in manette sono: Luigi Sartor ( ex Parma, Vicenza, Inter e Roma), Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro), Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia.

Giuseppe Ferrara