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Il film di Angelina Jolie divide la Bosnia

Angelina Jolie regista per la prima volta – La signora Pitt, Angelina Jolie, è passata dal davanti al retro della macchina da presa, intraprendendo per la prima volta il ruolo da regista. Il suo nuovo film, dal titolo “In the land of blood and honey” (“Nella terra del sangue e del miele”) alle prime proiezioni private ha suscitato già reazioni contrastanti. Difatti, mentre i bosniaci musulmani, ex prigionieri di guerra, hanno lodato e applaudito il film, il capo dell’associazione dei prigionieri serbi-bosniaci, tale Branislav Djukic, ha stroncato la pellicola, dichiarando che si tratta di una visione a senso unico delle atrocità che si sono consumate durante la guerra, e chiedendo che il film venga vietato nei territori serbi dell’area balcanica. “La pellicola non racconti altro che bugie, poiché dipinge solo i serbi come feroci stupratori durante la guerra. Faremo del nostro meglio per vietare la diffusione del film” ha concluso Djukic.

Reazioni contrastanti – La nuova pellicola, di cui l’uscita sui grandi schermi mondiali è prevista per il 2012, che vede alla direzione Angelina Jolie, ha riscosso invece notevole successo, ricevendo numerosi riconoscimenti e complimenti da, tra gli altri, Hatizda Mehmedovic, capo dell’associazione delle madri degli ottomila musulmani massacrati e uccisi a Srebrenica. “Il film è forte, commovente e drammatico, ma sarebbe stato ancor più d’impatto se fosse stato girato in Bosnia” ha commentato la donna. Dello stesso parere anche il presidente dell’associazione degli ex prigionieri di guerra, Murat Tahirovic: “E’ un film che indaga in maniera delicata e profonda l’esperienza drammatica delle vittime della guerra”. 

Maria Rosa Tamborrino