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Situazione Corea, contatto Usa-Giappone

Solida alleanza – A pochi giorni dalla scomparsa del leader nordcoreano Kim Jong-il, iniziano i primi movimenti preventivi dei Paesi occidentali e “occidentalizzati”, mirati a mantenere la stabilità nella penisola coreana: in particolare, nella giornata di oggi ha avuto luogo una telefonata tra Barack Obama e il premier giapponese Yoshihiko Noda, nel corso della quale i due hanno rinsaldato i rapporti in vista di una possibile emergenza: “Il Presidente” – si legge nel comunicato rilasciato dalla Casa Bianca al termine del colloquio – “ha sottolineato l’impegno degli Stati Uniti nella difesa dei nostri più stretti alleati, tra cui il Giappone”.

Possibile azione di forza – Il timore di una situazione di stallo nasce dalla possibilità che il nuovo reggente di Pyongyang, Kim Jong-un, sia costretto ad un’azione eclatante, che dia un’altra luce al suo regime nascente, ancora velato dai dubbi del’esercito e della classe dominante: ovviamente, si pensa in primo luogo ad un attacco alla Corea del Sud, che infatti ha già messo in allerta le proprie truppe; e non è da dimenticare che la Corea del Nord ha a disposizione un arsenale nucleare in grado di spaventare anche le grandi potenze, come in questo caso il Giappone. E Washington, conscia dell’instabilità su cui si sta sviluppando la situazione, sceglie di concludere il comunicato in maniera eloquente: “I due leader hanno concordato sulla necessità per entrambi di seguire gli eventi attentamente e rimanere in stretto contatto”.

Damiano Cristoforoni