Home Lifestyle Salute Belluno, procreazione assistita: chiedeva tangenti per scalare liste d’attesa

Belluno, procreazione assistita: chiedeva tangenti per scalare liste d’attesa

Arrestato primario a Pieve di Cadore. Chiedeva tangenti per ridurre i lunghi tempi previsti per accedere alla fecondazione assistita. E’ora agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione il primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno), che avrebbe chiesto fino a 2500 euro a coppie in attesa della procreazione assistita per scalare i tempi. Il noto medico sessantenne, C.C., prometteva ai suoi pazienti la riduzione della lista d’attesa(normalmente pari a 2 anni, ma variabile da Regione a Regione) a pochi mesi.

Chiedeva tangenti per ridurre i tempi di attesa per la procreazione assistita. L’operazione della Guardia di Finanza è partita dopo la denuncia di una donna che aveva ricevuto la proposta da parte del medico. I soldi venivano chiesti ad ogni tentativo di procreazione assistita. Sei le coppie che hanno confermato alle Fiamme Gialle di aver accettato di pagare, ma non si escludono altri casi. Nelle mani delle autorità ci sono le intercettazioni telefoniche che registrano le conversazioni tra il professore e i pazienti, oltre a un video che ritrae lo scambio di una “mazzetta” tra una donna e il medico. “Il primario – ha spiegato il colonnello Francesco Mora, comandante provinciale della Gdf di Belluno – faceva leva sulla debolezza psicologica delle coppie che affrontano il difficile percorso della procreazione assistita, mettendo l’accento, per convincere gli aspiranti genitori, anche sulle percentuali di fertilità che diminuiscono in modo esponenziale man mano che passano gli anni”. Lo specialista dovrà ora rispondere delle accuse di concussione aggravata e continuata e di interruzione di pubblico servizio.

Adriana Ruggeri