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Corea del Nord, Kim Jong-Un verrà assistito da zio e militari

Un tutore per il ‘grande successore’. Suonerà un po’ male e ufficialmente la realtà dei fatti non verrà mai presentata con queste parole, ma la Corea del Nord – stando a quanto rivelato da una fonte che avrebbe diversi legami a Pyongyang – si appresta dopo decenni di guida unica, a essere governata da un vero e proprio direttorio.
Il motivo sarebbe strettamente connesso con l’inesperienza, da più parti conclamata già a partire dalla nomina, ricevuta nel 2010, a membro del Comitato centrale del Partito del lavoro e vicepresidente della Commissione militare, del nuovo leader del popolo Kim Jong-un, figlio minore del ‘Caro Leader’ Kim jong-Il, deceduto pochi giorni fa.
Kim Jong-un ha 28 anni – anche se alcuni sostengono sia un anno più giovane – ma pochissima esperienza ai vertici politici. Questa consapevolezza da parte dei gerarchi del regime ha fatto sì che essi spingessero verso una conduzione collettiva dello Stato.

Timori – A tenere gli occhi puntati su Pyongyang sono in molti: se dall’estero si cerca di capire se le prossime mosse del regime saranno nel segno della continuità o se il vuoto lasciato da Kim Jong-Il spingerà qualcuno a sovvertire gli attuali equilibri per affermarne dei nuovi, all’interno della Corea del Nord, l’interesse rimane di certo quello di superare questa potenziale fase di crisi, almeno a livello di carisma nella leadership, rinforzando la fede cieca al Partito.
Sin dalle prime ore dopo la morte del ‘Caro Leader’, la propaganda ha spinto verso quella che, in termini di marketing, potrebbe essere definita una vera e propria fidelizzazione del popolo nei confronti di Kim Jong-un. A tal proposito, non stupisce la coniazione di una nuova espressione per riferirsi al rampollo della famiglia Kim: il ‘grande successore’. Anche se in questo caso il minuscolo, almeno per adesso, sembra d’obbligo.
Per i prossimi mesi, dunque, la Corea del Nord dovrebbe essere guidata in sinergia da Kim Jong-un, da uno zio e da un direttorio formato da militari. Quest’ultimo elemento ha portato alcuni analisti a ragionare sulla possibilità che qualcuno possa pensare a un vero e proprio colpo di stato, ma gli equilibri su cui si poggia la Corea del Nord, specialmente a livello internazionale, sono tali da ritenere questa come un’ipotesi per il momento remota.

Simone Olivelli