Napolitano difende il governo Monti: ”Non è sospensione della democrazia”

In difesa di Monti. Intervenuto in videoconferenza per gli auguri ai militari italiani impegnati nelle missioni all’estero, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dedicato parte del suo discorso alla difesa del governo Monti dal pressing dei sindacati e della Lega. ”La dialettica politica è essenziale in uno Stato democratico – ha spiegato Napolitano -, ma è altrettanto importante che le forze politiche trovino momenti e terreni di unità in difesa del comune interesse del Paese, della causa unitaria dell’Europa, della pace nel mondo”. ”È stato compiuto ogni sforzo per garantire la continuità dell’attività di governo in una fase difficilissima”, ha spiegato. ”Il nuovo Governo è nato fuori dai binari tradizionali della normale alternanza ed è caratterizzato dalla presenza di personalità indipendenti, che hanno accettato di mettersi al servizio del Paese al di fuori da calcoli personali o di partito”, ha sottolineato Napolitano in continuità con le dichiarazioni di ieri che duramente accusavano di ”leggerezza” quanti parlano di ”sospensione della democrazia”, in merito all’excursus che ha dato vita al governo Monti.

Commenti. Le parole del presidente della Repubblica non hanno, però, sortito effetto sul leghista duro e puro Calderoli, che ha esclamato: ” Il governo Monti è un vero colpo di Stato, Napolitano può dire ciò che vuole”. E ancora: “Non c’è una sospensione della democrazia, semplicemente perché la democrazia, intesa come mandato popolare, non c’è più essendo stata immolata sull’altare degli interessi delle banche, degli interessi dei poteri forti, degli interessi francesi, tedeschi e della Goldman Sachs e degli interessi di bottega di forze politiche che ora non sanno più come gestire una situazione impazzita”. Più flebile il commento di Sandro Bondi: ” Con Giorgio Napolitano la presidenza della Repubblica subisce un’ulteriore torsione verso un presidenzialismo di fatto, tuttavia la legittimità della sua azione e il consenso di cui gode nel Paese traggono forza dalla correttezza e dalla dimensione eminentemente politica di interpretare la realtà italiana”.

Francesca D’Ettorre