Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Vendola: contro Monti serva la lotta di classe

Vendola: contro Monti serva la lotta di classe

Qualche anno fa, erano i tempi in cui a sinistra si sperimentavano soluzioni “arcobaleno”, Nichi Vendola sbattè la porta in faccia alla storia del movimento comunista italiano, spiegando che era ora di mandare in soffitta parole antiquate come “lotta di classe”.
Tre anni di crisi economica, sempre più nera e sempre più irreversibile, tuttavia, costringono a rimettere in discussione ogni certezza.
E così, ieri, il governatore della Puglia e leader di Sinistra Ecologia Libertà ha raccolto gli ultimi provvedimenti approvati o ideati (ad esempio sull’articolo 18) dal governo Monti, spiegando che è ora di rilanciare la “lotta di classe”, contro quei poteri che negli ultimi decenni l’hanno praticata a danno dei più deboli.

Fermare il capitalismo, ripartire dal lavoro – “Se ci vengono a raccontare che per garantire i precari bisogna precarizzare i garantiti, vuol dire che noi, avendola subita per 30 anni, la lotta di classe riprenderemo a farla. – ha spiegato Vendola, intervenendo a Bari alla presentazione del libro “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo” di Maurizio Landini – Per 30 anni il capitalismo ha marginalizzato il mondo del lavoro e la sinistra è rimasta a guardare nonostante il lavoro sia una questione dirimente per lo sviluppo sociale del nostro Paese. […] Sul tema del lavoro non ci sarà da parte nostra nessuna resa, è bene che tutti i soggetti del centrosinistra lo sappiano”.

Colpire la precarietà non l’articolo 18 “Io credo – ha aggiunto il segretario generale della FIOM – che il problema vero sia ridurre la precarietà, basti pensare che ci sono più di quattro milioni di persone che hanno rapporti di lavoro precari e che hanno meno diritti”.
L’articolo 18 – ha concluso Landini – serve ad evitare che ci siano discriminazioni, per questo credo che sia utile estenderlo e non toglierlo a qualcuno”.
Una posizione che, a sinistra del PD, trova ampio consenso, in SEL e nella Federazione della Sinistra.
“La Cgil ha perfettamente ragione: – ha aggiunto in serata il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto – l’articolo 18 è una norma di civiltà. Chi la vuole cancellare ha un’idea retrogada di società. […] Si dovrà pensare ad una determinata e forte mobilitazione utile a stoppare progetti che disegnano modelli sociali ultra liberisti”.

Mattia Nesti