La Cina promette: “Ambiente più vivibile, acqua pulita e cielo blu”

Equilibrio tra economia e ambiente – Durante la settima Conferenza nazionale sulla Tutela Ambientale tenutasi il 20 dicembre a Beijing, il vice presidente cinese Li Keqiang ha sottolineato l’importanza dell’ambiente come risorsa per lo sviluppo. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua, Li ha spiegato che “il governo si sforzerà di offrire al popolo un ambiente più vivibile, acqua pulita ed un cielo blu. Il governo deve mantenere l’equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente” e “deve lavorare maggiormente per controllare i livelli di PM 2,5, particolato di un diametro uguale o inferiore ai 2,5 micron presente nell’aria”.
Piano di governo – Il vice presidente ha poi aggiunto che nel periodo di intensa industrializzazione ed urbanizzazione che la Cina sta vivendo in questi ultimi anni, la tutela ambientale rimane un anello debole dello sviluppo economico-sociale; la scarsa attenzione con cui viene trattata la questione si riflette nelle continue selvagge emissioni di sostanze inquinanti nell’aria. Il governo centrale ha così deciso di intervenire direttamente sul problema con un piano quinquennale che prevede il trattamento dell’85 percento delle acque reflue, il rafforzamento della protezione ambientale e la promozione della trasformazione del modello di crescita economica cinese che innalzerà un numero crescente di barriere commerciali in favore della salvaguardia dell’ambiente.
Lettera di responsabilità – La Conferenza di martedì scorso è stata anche l’occasione per il responsabile del ministero della Protezione Ambientale cinese, i principali responsabili delle 31 provincie autonome, delle regioni autonome, dei governi delle municipalità autonome e di alcuni gruppi di imprese per firmare una lettera di responsabilità sugli obbiettivi di riduzione delle principali emissioni inquinanti per i prossimi anni. Secondo quanto pattuito, entro il 2015 in Cina si costruiranno almeno 1184 nuovi impianti di depurazione per una capacità di trattamento giornaliera pari a 45,7 milioni di tonnellate e verranno messi in atto un gran numero di progetti di controllo su cartiere, tintorie, cementifici ed aziende siderurgiche.
Sanzioni – Ad occuparsi di monitorare i progressi sarà il Consiglio degli affari di Stato che verificherà e valuterà l’impegno dei governi locali e delle imprese nei lavori a tutela dell’ambiente. Tutti coloro che partecipano al piano di salvaguardia dell’ambiente sanno che se entro il 2015 non raggiungeranno gli obiettivi prefissati andranno incontro a pesanti sanzioni. Si tratta di ottime iniziative che lasciano però perplesso il lettore più attento: la Cina continua infatti a dimostrarsi il Paese delle mille contraddizioni che da una parte s’impegna per migliorare la salute del proprio territorio ma dall’altra non mette a tacere la propria fame di carbone, si vocifera anzi che sia intenzionata ad acquisire nuove miniere australiane. Al 2015 l’ardua sentenza.
Irene Lorenzini