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Pdl e Lega salvano i doppi incarichi per il Senato. Il Pd: Hanno gettato la maschera

I doppi incarichi – Grazie al voto compatto di Pdl e Lega, in sindaci-senatori sono salvi.
I due partiti, ormai ex alleati e avversari in Parlamento, nella Giunta per le elezioni del Senato hanno trovato la loro unità e votato contro l’incompatibilità tra la carica di senatore e quella di sindaco di Comuni con più di 20 mila abitanti, cosa invece stabilita dalla Corte costituzionale lo scorso ottobre.
I due sindaci senatori salvati sono dell’area di centrodestra, ed entrambi meridionali, Marco Azzolini e Vincenzo Nespoli, rispettivamente sindaci a Molfetta e Afragola.
Ora, mentre un deputato della Camera non potrà avere anche l’incarico di sindaco, un Senatore sì.

La reazione di Pd e Idv – Il Pd e l’Idv hanno abbandonato l’aula: “La vecchia maggioranza Pdl-Lega ha preso una decisione da ancien régime. Mi sorprende, inoltre, vedere la Lega attestata come un sol uomo a difesa della trincea dei sindaci di Afragola e Molfetta” ha fatto notare subito Follini.
Felice Casson del Pd alza il tiro: “Siamo di fronte a una decisione vergognosa che ci fa tornare ai tempi di Berlusconi. Esigenze di trasparenza, correttezza e funzionalità delle cariche pubbliche imponevano alla Giunta di ribadire quanto sancito dalla Corte costituzionale. Così non è stato. Alla Camera sostiene una tesi e al Senato un’altra, nei territori attacca la politica e in Senato difende le poltrone dei sindaci di Molfetta e Afragola”.
Non da meno Francesco Sanna: “Ora abbiamo un diverso orientamento di Camera e Senato. Sarà possibile essere sindaco-senatore, ma non sindaco-deputato. Una cosa assurda”.
Secondo Anna Finocchiaro la Lega “ha svelato in tre mosse il suo inaccettabile doppio gioco, del tutto demagogico, di Lega di lotta e di governo. Alla Camera, con analoga iniziativa, il Carroccio si è espresso, insieme alla vecchia maggioranza, per il rinvio del giudizio su Cosentino. Un modo come un altro per massimizzare il profitto: tenersi stretti i vecchi alleati di governo, ma tornare Lega di lotta e opposizione sul territorio. Un comportamento irresponsabile che gli elettori sapranno giudicare con saggezza”.

Matteo Oliviero