Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica La manovra è legge, ma il governo perde consensi

La manovra è legge, ma il governo perde consensi

Sotto l’albero di Natale quest’anno gli italiani troveranno la manovra del governo Monti. Il decreto è stato approvato ieri al Senato e firmato in serata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avviandosi spedito verso la via della conversione in legge. Ad accordare la fiducia al testo sono stati 257 senatori, mentre 41 hanno detto no. Soddisfatto il presidente del Consiglio, che ha rimarcato l’intenzione di continuare a lavorare per centrare l’obiettivo più difficile: quello dello sviluppo.

Passa la manovra, ma è calo di consensi – Tutto secondo previsioni: il decreto “salva Italia” ha ieri incassato la fiducia di 257 senatori – quelli del Pdl, del Pd, dell’Udc, del Terzo polo (Fli-Api) e di Coesione nazionale- Io Sud – mentre è stato sonoramente bocciato da 41 senatori appartenenti alla Lega, all‘Idv e al Svp. Il risultato ottenuto ieri dal premier ha confermato la perdita di consensi del suo esecutivo presso i parlamentari, certificata dalla defezione di 24 senatori che, al momento dell’insediamento, avevano invece votato sì.

L’appoggio reale al governo – Non solo, nei loro interventi in Aula, un po’ tutti i capigruppo hanno sottolineato l’esigenza di non “abbassare la guardia”, evidenziando lo scarso entusiasmo per alcune delle misure inserite nel decreto. Una presa di posizione che ha spinto lo stesso Mario Monti a precisare: “L’appoggio che il governo riceve dai partiti è molto più grande di quello che i partiti stessi lasciano intendere”. Una puntualizzazione ficcante, che non mancherà di spargere nuovo pepe nei rapporti con i vari schieramenti.

Al via gli incontri con i partiti – E proprio da questa mattina il presidente del Consiglio dovrebbe dare il via a una serie di incontri: in mattinata dovrebbe, infatti, ricevere la visita del segretario del Pdl, Algelino Alfano (scortato da Gasparri e Cicchitto), mentre nel pomeriggio a varcare la soglia di palazzo Chigi dovrebbero essere Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini. Incontri di cortesia certo, ufficialmente convocati per uno scambio di auguri, ma nel corso dei quali non è difficile immaginare che si parlerà di tutto fuorché di Natale.

Maria Saporito