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Servizio Pubblico: “Le buone regole”, la puntata di ieri

Servizio Pubblico – Ieri è andata in onda l’ottava puntata di Servizio Pubblico. Gli ospiti di Michele Santoro sono stati Antonio Di Pietro, Gino Strada e il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze Gianfranco Polillo. Dopo un’introduzione dell’ex giornalista Rai, è stata la volta di Padre Indignato e delle sue vignette, che sono state seguite a ruota dalla copertina della trasmissione: stavolta si è parlato di treni italiani gestiti da una società francese.  Antonio Di Pietro e Gianfranco Polillo hanno parlato, nuovamente di crisi: secondo il lapalissiano leader dell’Italia dei Valori  il vero problema dell’Italia sono quelli che non pagano le tasse. E pensare che l’ovvietà, oggigiorno, sembra quasi essere saggezza.

Gino Strada – Gino Strada ha, come sempre, fatto una gran figura. Esempio di impeccabilità e di idealismo vivace e pragmatico, il medico ha parlato fra le altre cose del modo in cui, in Italia, vengono spesi i soldi che potrebbero essere destinati altrove: due miliardi di euro al mese, nel Bel Paese, sono utilizzati per coprire le spese militari nonostante vi siano importanti problemi interni alla nazione che non trovano soluzione, fra questi anche le pensioni ed il lavoro. A ricordare la situazione in cui versa l’Italia hanno pensato tre addetti al servizio notturno dei treni che sono stati immortalati nella loro protesta da Sandro Ruotolo che ha portato le loro istanze in trasmissione.

La conclusione – L’economista Gianni Dragoni è intervenuto nella trasmissione: “Trenitalia ha preso 2,5 miliardi di euro dalle regioni come contributo per il Servizio Pubblico che dovrebbe erogare ai cittadini”. Anche di sud Italia s’è parlato ieri: “ Esistono persone che lavorano in schiavitù”, ha detto Gino Strada parlando del sud del nostro Paese. Sempre puntuali gli interventi di Marco Travaglio. Come era stato promesso, s’è parlato in trasmissione anche del  Ministro Passera, bloccato alla stazione da Francesca Fagnani. Dopo aver dato voce ad ulteriori problemi del Paese, il programma s’è concluso come di consueto con le vignette di Vauro.

M.C.