Un libro sotto l’albero: “Mare al mattino”, di Margaret Mazzantini

Due madri e due figli, mondi e vite diverse. La speranza e il mare. Sono questi gli elementi e la base di partenza di Mare al mattino (Einaudi, 127 pagine, € 12), l’ultima fatica letteraria di Margaret Mazzantini che ha per scenario la Libia della dittatura e la Sicilia più estrema.

Mare, guerra, ritorni – Nel suo ultimo romanzo la Mazzantini racconta una storia che corre lungo due binari, forse paralleli, forse convergenti. Nel deserto libico vivono Jamila e Farid, madre e figlio in preda ad una vita che viene messa a dura prova dalla dittatura. Fame, orrore e guerra sono tutto ciò da cui entrambi vogliono fuggire. La speranza è rappresentata dal mare, da quell’enorme e illimitata porta su un futuro migliore, “un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose“. Così Jamila e Farid, che nella sua breve vita non aveva ancora visto il mare, cercano di fuggire in barca da quel paese che li condanna, ma come molti altri si ritrovano a vivere un viaggio che è anch’esso tutt’altro che risolutivo. Con un piccolo balzo si arriva in Sicilia, la Sicilia in cui abitano Angelina e suo figlio Vito. Angelina ha vissuto in Libia i suoi primissimi anni, fino alla cacciata degli italiani operata da Gheddafi. Ha dovuto quindi subire l’umiliazione di venir espulsa, rigettata, come se la sua vita non fosse molto diversa da una busta di spazzatura di cui liberarsi.

Destini lontani ma uniti – Nel raccontare queste due storie, Mare al mattino mostra come due e più vite differenti che saranno destinate a non incontrarsi mai possano contenere le medesime aspirazioni, i medesimi rimpianti e le stesse speranze. Jamila e Farid, così come Angelina e Vito, guardano al mare, quel loro mare, come una barriera e un lasciapassare, un nemico ma anche un compagno a cui affidarsi. La Mazzantini riesce così a proporre una nuova storia di vita intrecciata su ambientazioni, scenari e sentimenti diversi, trovando anche l’occasione di mostrare le crudeltà della dittatura in Libia e le conseguenze che essa ha determinato sulle esistenze di chi ha dovuto affrontarla e subirla senza meritarla.

 

Andrea Camillo