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Cuba, Raul Castro: Indulto per 2.900 detenuti, nel futuro cambieremo legge migrazione

Un gesto umanitario per dimostrare al mondo la forza di Cuba. E’ con queste parole che il presidente cubano Raul Castro ha annunciato, nella giornata di ieri, la decisione di rimettere in libertaà ben 2.900 detenuti.
L’indulto sarà applicato a partire dei primi mesi del prossimo anno, in concomitanza con la storica visita di papa Benedetto XVI – la seconda nella storia della Cuba comunista – che dovrebbe avere luogo a marzo. Nel proprio discorso all’Assemblea dei deputati, Castro ha aggiunto che quanto deciso è da intendersi come una risposta alle “numerose richieste dei familiari e delle istituzioni religiose“.
Come riportato dall’agenzia di stampa LaPresse, a beneficiare dell’indulto saranno perlopiù “detenuti che hanno più di 60 anni, malati, molte donne e giovani con pochi crimini alle spalle”. A interessare maggiormente i critici è la promessa di far ricadere l’indulto anche su persone condannate per avere attaccato “la sicurezza dello Stato”, ovvero detenuti politici.

Tempo per le riforme – Queste, alcune delle parole con cui Castro ha spiegato il provvedimento ai deputati cubani: “Alcuni dei condannati per crimini contro la sicurezza di Stato saranno liberati. Tutti questi hanno scontato gran parte della loro condanna e dimostrato buon comportamento”.
Il presidente, fratello del più conosciuto Fidel, il leader della rivoluzione, ha avuto modo anche di parlare della possibilità di riformare la legge che regola le migrazioni per i cittadini cubani, costretti spesso a non poter lasciare facilmente il proprio paese. Castro ha spiegato che l’intenzione del governo è quella di intervenire in tale direzione, ma che per farlo in maniera adeguata c’è bisogno di tempo: “Alcuni hanno fatto pressioni perché facciamo questo passo, come se stessimo parlando di qualcosa di poco significativo e non del destino della rivoluzione. Queste persone dimenticano le circostanze eccezionali in cui Cuba vive, circondata da politiche ostili, come quelle del governo americano”.

Stilettata a Obama – A essere criticato è stato anche il presidente statunitense Barack Obama, colpevole a detta di Castro di  “non capire” i sacrifici che Cuba ha fatto combattendo per sovranità e indipendenza.

Simone Olivelli