Natale in tavola, Abruzzo: minestra con il cardone

Natale in tavola, Abruzzo: minestra con il cardone. La minestra con i cardi o minestra con il cardone è un piatto tipico che non può mancare sulle tavole abruzzesi il giorno della vigilia, oggi, e il giorno di Natale.  Si tratta di un brodo a base di cardi, una ricetta semplice e facile adatta ad introdurre, nel migliore dei modi, un ‘lauto’ pranzo a base di ogni ben di Dio. Tale minestra, poi, viene però cucinata anche per tutto l’inverno sia con varie e gustose varianti sia sempre seguendo la tradizione che vuole che si prepari un brodo con carni miste e verdure da lasciar bollire per circa tre ore.

Ingredienti e costi. Per quattro persone servono all’incirca:  800 grammi di cardi grossi, 4 uova, 100 grammi di formaggio grattugiato, 1 limone, rigaglie di pollo e tacchino, zuppa imperiale ed un pizzico di sale. Per il brodo: mezza gallina, 1 coscio di tacchino, mezzo chilogrammo di carne di vitellone,1 osso di ginocchio di vitellone, una costa di sedano, due carote, due cipolle tagliate grossolanamente, 6 pomodori piccoli. Già con questi ingredienti il piatto presenta una bassissima difficoltà ed un costo altrettanto basso, l’unica difficoltà, potrebbe presentarsi, nell’ impresa di trovare un cardo adatto a tale preparazione e a tale piatto.

Preparazione. In primis si procederà a pulire le lunghe coste del cardo, che deve essere rigorosamente fresco,  tagliarlo in piccola parti e a metterlo in una ciotola con acqua ed alcune gocce di limone. Successivamente il cardo andrà lessato ovvero cotto in acqua salata in modo da che esso diventi più tenero e morbido. Riposto nuovamente in acqua fredda il cardo andrà strizzato e adagiato in una terrina in cui si aggiungerà uno strato di uova e parmigiano o meglio una zuppa imperiale tagliata a dadini. Fatto ciò si potrà procedere a preparare il brodo. Metterete sul fuoco tutti gli ingredienti insieme in una pentola alta con acqua fredda abbondante, in modo da coprire ossa e pezzi di carne,  lascerete bollire il tutto fino alla cottura della carne, circa tre ore, aggiungendo sale quanto basta. Una volta che esso, però, sarà in ebollizione si potrà procedere ad immergervi la zuppa imperiale, le rigaglie e il cardo prestando però parecchia attenzione  a far rimanere chiara e trasparente la ministra. Alcune ricette, invece, indicano di servire il brodo a parte, in piatti capienti, e solo dopo aggiungerci lo sbattuto d’uovo, il parmigiano, il sale e la noce moscata. Ultima variante? L’aggiunta di pallottine. (come si vede nella foto)

Alessandra Solmi