Un libro sotto l’albero: “Il quaderno di Maya” di Isabel Allende

È finalmente tornata nelle librerie Isabel Allende, la cui distanza, anche breve, dal mondo della letteratura si fa sentire eccome. Quest’anno la scrittrice ha deciso di narrare di nuovo la storia di una donna: “Il quaderno di Maya” (Feltrinelli, 20 euro) è il titolo della nuova uscita figlia del pugno della piccola autrice cilena.

Amore, dolore, tradizione – La protagonista del nuovo libro di Isabel Allende si chiama Maya Vidal. Si tratta di un’adolescente tragicamente figlia del proprio tempo, che scivola nel vortice di droga ed alcol e che riesce a fuggire, non senza molte difficoltà, dalla palude melmosa all’interno della quale l’avevano trascinata un’esistenza vorace e la sua impulsività giovanile. A furia di scappare, Maya giunge presso Chilo, un arcipelago sito nel sud del Cile, un luogo meravigliosamente verde e genuino. In questo meraviglioso posto incontaminato, sarà facile notare come la tradizione ed il progresso convivono e comprendere le difficoltà che compiono al fine di coesistere. Si parlerà, allora, d’amore, di storia, di disagio giovanile, di ambiente, di amicizia: Maya è, in parte, l’ennesimo escamotage dell’ Allende per sviscerare un Paese dalle risorse inesauribili e per rovesciare di nuovo addosso a noi la sua fantasia empatica di donna.

A chi regalare “Il quaderno di Maya” – Particolarmente indicato a tutti coloro che hanno bisogno di una storia forte ma non gratuita, per chi necessità di assaporare la cruda realtà, ma condita con un pizzico di magia sudamericana. Isabel Allende non è una lettura leggera né pesante: di certo i suoi libri sono una finestra su un mondo a noi poco noto, una scusa per scoprire quell’universo fantastico di cui è impregnata la sua penna. Le opere dell’autrice cilena sono, in genere, amate più dalle donne che dagli uomini; ciò non significa che il genere maschile non sia in grado di apprezzarne la minuziosa meraviglia. A cosa somiglia? A volte, a Marquez: se conoscete qualcuno che ha amato particolarmente “Cent’anni di solitudine”, questo potrebbe essere il regalo giusto. Buona lettura!

M.C.