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Iran, Sakineh Mohammadi rischia l’impiccagione

Il caso che commosse il mondo- Il suo caso aveva commosso il mondo e provocato la mobilitazione della comunità internazionale. Sakineh Mohammadi Ashtiani, una donna iraniana di qurantaquattro anni, nel 2006 fu condannata a morte per lapidazione per il reato di adulterio. Ma nel 2010 la sentenza fu sospesa grazie alla pressione della comunità internazionale. Oggi la donna -che sta scontando una condanna a dieci anni di carcere perché ritenuta colpevole di aver partecipato all’omicidio del marito- potrebbe essere condannata all’impiccagione.

L’inchiesta della magistratura- A rendere noto quest’ulteriore sviluppo della complessa vicenda di Sakineh è stato Malek Ajdar Sharifi, capo della magistratura della provincia iraniana dell’Azerbaijain Orientale. Nel 2010 la sentenza di morte fu sospesa in attesa di una nuova revisione del dossier. “L’Ayatollah Sadeq Larijani -ha dichiarato l’ufficiale giudiziario- aveva ordinato di fermare l’esecuzione per permettere agli esperti islamici di indagare se la punizione possa essere modificata”. Adesso l’inchiesta sembra avviarsi verso una conclusione che consisterebbe nel trasformare la sentenza di lapidazione in una sentenza di impiccagione. “Non appena i risultati saranno disponibili– ha concluso Larijani- porteremo a termine la sentenza”.

Annastella Palasciano