Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Europarlamentari: difficile equipararsi ai mega-stipendi italiani

Europarlamentari: difficile equipararsi ai mega-stipendi italiani

Tra gli eccessivi stipendi si distingue l’Italia – Il quotidiano inglese “Times” rivela come gli extra dei parlamentari europei spesso rasentino un vero e proprio sistema di “corruzione legalizzata” e per questo si prevede prossima la loro soppressione. Se gli stipendi dei deputati europei sono versati dai rispettivi governi, equiparati a quelli dei deputati nazionali, gli extra devono invece essere pagati da Strasburgo. Il collegamento delle retribuzioni al Parlamento Europeo a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza, fa sì che alcuni eurodeputati ricevano dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Così si sono riportati i guadagni annuali secondo i dati pubblicati da “Times” al fine di uniformare i guadagni dei deputati. Nei dati del quotidiano inglese risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese  ben 12.007,03 euro, che sarebbe quasi quanto uno stipendi annuale di un deputato lettone.

Abbassamento stipendi europarlamentari – Questo sistema di extra serviva, secondo l’Europarlamento, a bilanciare i deputati che guadagnavano di più con quelli che guadagnavano meno. La soppressione del meccanismo che prevede questi extra sembrerebbe necessaria con la crisi che incombe sull’Europa, ma si deve attendere l’approvazione dei parlamentari europei che, fin’ora, non sono mai stati molto convinti di perdere questi privilegi. Intanto si sta ragionando sull’ipotesi di fissare lo stipendio lordo degli eurparlamentari a 7 mila euro a cui aggiungere una serie di agevolazioni per viaggi, missioni e spese. E’ previsto inoltre che i contributi delle pensioni siano a carico del Parlamento europeo e siano gli eurodeputati ad accollarsi un terzo delle spese mediche e assicurative. Questa modifica prevede tuttavia una fase transitoria in cui i singoli Stati membri possono scegliere se mantenere il precedente sistema di extra o meno.

Michela Santini