Siku, l’orsetto polare salvato in Danimarca

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Knut, la star di Berlino – Vi ricordate la storia dell’orso Knut? Abbandonato dalla madre quando era ancora un cucciolo, aveva trovato conforto nelle amorevoli cure del personale dello zoo di Berlino diventato la sua nuova casa. In breve tempo il giovane orso era riuscito a guadagnarsi l’affetto dei visitatori che lo hanno considerato la mascotte del parco fino al giorno in cui, meno di un anno fa, un’infezione incurabile se l’è portato via.

Piccolo Siku – In questi giorni un orsetto con una storia molto simile a quella di Knut sta facendo parlare di sé: si chiama Siku , ha appena compiuto un mese ed è un piccolo esemplare di orso polare. La madre lo ha abbandonato poco dopo averlo dato alla luce perché incapace di produrre il latte per nuntrirlo così a prendersi cura di lui e ad aiutarlo a crescere sono i custodi dello zoo di Copenhagen, dove il piccolo è nato il 22 novembre scorso. Le immagini dei primi giorni di vita del tenero orsetto batuffoloso (visionabili a fine articolo) hanno fatto il giro del web raccogliendo ben 30mila visite in appena due giorni.

Banchisa polare – Perchè il nome Siku? Non si tratta di un suono casuale ma è un espressione dell’antica lingua della Groenlandia che significa “banchisa polare”, ossia l’enorma superficie ghiacciata necessaria alla sopravvivenza degli orsi polari. Questo tipo di habitat subisce giorno dopo giorno i devastanti effetti del riscaldamento globale che, se non verrà fermato, entro 40 anni farà scomparire le banchise e con esse tutti i loro abitanti.

Irene Lorenzini