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Statali: il giro del doppio lavoro non autorizzato

Negli ultimi tre anni sono circa 3.300 gli impiegati e i funzionari pubblici e statali scoperti dalla Guardia di Finanza e dagli ispettori della Funzione pubblica a svolgere attività esterne. Il guadagno illecito conseguito da questi soggetti va oltre i 20 milioni di euro, con un danno alle casse dello Stato che tocca quasi i 55 milioni di euro.
Il rapporto della Guardia di Finanza sul fenomeno “doppi stipendi” per il periodo 2009-2011 sottolinea “l’importanza di intervenire nel settore degli sprechi della spesa pubblica che da un punto di vista ragionieristico pesa quanto e forse più di quello delle entrate fiscali. Un’importanza che oggi traspare in maniera ancor più evidente in ragione del perdurante momento di crisi e degli impegni politici assunti dall’Italia nei confronti della comunità internazionale, i quali impongono che le risorse disponibili siano spese sino all’ultimo euro per sostenere l’economia e le classi più deboli, eliminando sprechi, inefficienze e – nei casi più gravi – distrazioni di fondi pubblici che rappresentano un ostacolo alla crescita del Paese”.

Le consulenze record. Non mancano esempi eclatanti di questo malcostume. Nella relazione pubblicata a fine ottobre scorso dagli ispettori del ministero della Funzione pubblica viene citato il caso di “dodici tra funzionari e dirigenti in rapporto di lavoro con Aziende sanitarie che hanno ricevuto compensi superiori a 100 mila euro ciascuno” per attività extra. Un vero record l’ha raggiunto un dipendente statale citato in giudizio dalla magistratura contabile. Come si evince dalla stessa relazione, “anche il procuratore capo della Corte dei conti della Regione Lazio ha citato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 la vicenda paradossale di un dipendente sottoposto a giudizio per un’ipotesi di danno erariale di 2 milioni e mezzo di euro. Il dipendente è risultato titolare contemporaneamente di più rapporti di pubblico impiego, espletando altresì in un arco temporale di qualche anno ben 62 incarichi e consulenze professionali, figurando come avvocato e fatturando con la partita Iva della quale era titolare in quanto intestatario – tra l’altro – di un’attività commerciale di ristorazione”.

Gli sprechi della Pa nel mirino della Gdf. La direttiva d’intervento del comandante generale della Guardia di Finanza impone per il prossimo anno che l’attività dei vari reparti debba essere intensificata proprio sugli sprechi della spesa pubblica, oltre che nella lotta all’evasione fiscale, con in cima il fenomeno dei doppi stipendi. Le indagini seguono gli interventi legislativi del Governo che prevedono che le somme ingiustamente percepite da statali e pubblici, con le sanzioni a carico dei soggetti committenti privati che si avvalgono dei loro servizi, vengano incamerate in quel fondo produttività necessario per coprire gli straordinari e i premi degli stessi dipendenti della Pa.

M.N.