Home Cultura 28 Dicembre: Cyrano de Bergerac e la parte che vuole l’occhio

28 Dicembre: Cyrano de Bergerac e la parte che vuole l’occhio

Simbolo di un idealismo genuino e coraggioso e dell’eterno conflitto fra interiorità ed esteriorità, la figura letteraria di Cyrano de Bergerac fece il proprio ingresso nel mondo culturale francese esattamente centoquattordici anni fa. Era, infatti, il ventotto dicembre del 1897 quando debuttò presso il Théâtre de la Porte-Sain-Martin di Parigi l’opera teatrale di Rostand. Nei panni del protagonista, c’era l’attore Coquelin Ainé.

Un naso ingombrante – Savinien Cyrano de Bergerac è l’abile spadaccino e scrittore del seicento al quale si ispirò Rostand quando si ritrovò a scrivere la sua più celebre opera, che è molto fedele alla vita dell’eclettico ed esuberante letterato vissuto secoli prima. Nell’epoca della bellezza ad ogni costo e della cultura che “non paga”, quel personaggio che Rostand raccontò con tanto fervore ha ancora molto da dirci. Sarcastico, puntiglioso, idealista, pieno della consapevolezza del proprio spessore: Cyrano era un poeta ineccepibile ed uno schermidore senza eguali. Qual era il debole del celebre guascone (il Cyrano de Bergerac storico non fu un guascone, ma quello letterario sì, n.d.r.)? Il suo naso, un naso lunghissimo, che egli stesso scherniva per esorcizzare la propria insicurezza e a causa del quale era patologicamente permaloso.

Cyrano e Cristiano – Cyrano de Bergerac era follemente innamorato di sua cugina Rossana. Temendo un rifiuto a causa del suo aspetto poco piacevole, il poeta non riuscì mai a dichiarare il proprio amore a quella donna, che ebbe modo, però, d’innamorarsi per via indiretta del suo spasimante. Al bel Cristiano, uomo affascinante ma povero d’animo, un rassegnato e follemente devoto Cyrano prestò i propri versi e il proprio spirito. Il giovane riuscì, grazie al cinico spadaccino, a rubare il suo cuore della bella Rossana, donna colta e difficile. Solo in punto di morte Cyrano riuscì a far intuire alla donna, in lutto da anni per la morte di Cristiano, il suo amore.

La parte che vuole l’occhio – Ci troviamo in un periodo storico in cui è facile assistere alla mercificazione dei corpi, al tentativo sfrenato di uniformarsi allo stereotipo vincente, alla fuga dei cervelli ed alla plastificazione della beltà, costretta a scendere a compromessi con ogni cliché che sia almeno un po’ in voga. Cyrano è ancora lì per farci provare rabbia quando leggiamo di lui che si nasconde dietro la bellezza vuota di Cristiano, è ancora lì a gridarci che non dobbiamo concentrarci solo sulla becera “parte che vuole l’occhio”, ma anche e soprattutto su ciò che desiderano le meningi della persona amata, le sue orecchie, il suo animo. Siamo esseri umani, non manichini: amare, forse, non significa far cadere qualcuno nella trappola della nostra presunta bellezza, ma far sì che ci desideri a prescindere dalla presenza di quest’ultima.

M.C.