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Amnesty International: La pena di morte oggi

Passi avanti. Secondo i rapporti di Amnesty International, negli ultimi anni si sono riscontrati diversi progressi nella lotta contro la pena di morte e a favore dei diritti umani. L’opinione pubblica è sempre più orientata verso l’abolizione della condanna capitale e diversi  Paesi la stanno gradualmente abbandonando. Nel 2010 è migliorata la situazione in Africa dove, nella Repubblica Gabonese, è stato abolito l’omicidio di Stato aumentando a 96 il numero dei Paesi che non lo praticano più. Nell’Africa sub-sahariana inoltre, si sono registrate esecuzioni “solo” in quattro Paesi. Lo scopo, naturalmente, è quello della soppressione totale della pena di morte, ma il fatto che la si pratichi con sempre minore frequenza rappresenta già un primo traguardo. Un altro dato davvero positivo è quello secondo cui da due anni non si registrano condanne a morte in Afghanistan, Indonesia e Pakistan. Infine, da circa due anni, in Mongolia c’è una moratoria contro le esecuzioni capitali.

USA. Negli Stati Uniti si stanno registrando discreti passi avanti nella lotta alla pena di morte, come quello ottenuto nell’Illinois, sedicesimo Stato negli Usa ad abolirla. Anche in Pennsylvania si registrano dei passi avanti nella lotta contro la pena capitale. Qui il procuratore di Philadelphia ha annullato la pena di morte per Mumia Abu-Jamal, il giornalista e attivista arrestato il 9 dicembre 1981 e condannato a morte per l’omicidio di un poliziotto.

Repubblica popolare cinese. Timidissimi passi in avanti si riscontrano in Cina dove un commerciante, Leng Guoquan, era stato arrestato, sottoposto a tortura e costretto a pronunciare davanti a una telecamera una confessione scritta per il suo presunto coinvolgimento in una rete di narcotrafficanti. Dopo un processo iniquo, nel 2009 era stato condannato alla pena di morte. Nei mesi scorsi, dopo una revisione del processo, la condanna è stata commutata in ergastolo. Continuano a ruotare, comunque, molte inesattezze e mancanze attorno a questa vicenda giudiziaria, col rischio di lasciare in carcere un innocente.

Esecuzioni. Proprio in Cina e poi in Iran, Corea del Nord,  Arabia Saudita, Usa e Yemen, le esecuzioni capitali continuano imperterrite. Inoltre, in  Arabia Saudita, Sudan e Iran, in aperta violazione della legge internazionale, viene condannato alla pena di morte anche chi, al momento del reato, era minorenne. Decisamente oscura la situazione in Cina, Bielorussia, Iran, Corea del Nord e Vietnam dove la pena di morte è considerata segreto di Stato e, di conseguenza, i dati sul suo uso sono ignoti al pubblico nazionale e internazionale. Ciononstante, partendo dalle poche informazioni raccolte, si stima che proprio in Cina  si esegue il più alto numero di esecuzioni nel mondo.

Giovanna Fraccalvieri