Corea del Nord, l’ultimo saluto al Caro leader: il dolore di regime per Kim Jong-Il (VIDEO)

Dolore di regime. Netto, invasato, spudorato.
I funerali di Kim Jong-Il, guida unica della Corea del Nord negli ultimi diciassette anni, si sono svolti oggi nella capitale Pyongyang in pompa magna, così come da protocollo previsto.
Le immagini, trasmesse dalla tv di stato e riprese dall’emittente statunitense Cnn, hanno mostrato scenari che richiamano alla mente l’idea che all’esterno si ha del paese asiatico: strade ampie, distribuzione degli spazi urbani in cui emerge la presenza della capitale – simbolo stesso dell’intera nazione – ancor più che dei suoi cittadini. Ad assistere al corteo funebre vi erano tante persone, distrutte dalla perdita del Caro Leader  – anche se in Corea del Nord, dove la propaganda combacia con la realtà percepita dale persone, è difficile distinguere la sincerità dei comportamenti pubblici -, una quantità di uomini e donne tuttavia sparuta se paragonata con lo spazio circostante. A unire carne e cemento la neve che, silenziosa, ha fatto da contorno al funerale.

Lacrime da comandante supremo – In testa al corteo, una limousine nera su cui campeggiava una gigantografia di Kim Jong-Il. Appena di lato, il figlio Kim Jong-un, colui che dovrebbe essere – escludendo colpi di scena – il nuovo leader della Corea del Nord. La propaganda lo ha ribattezzato in un primo tempo ‘grande successore’, poi ‘comandante supremo‘.
Il futuro dei nordcoreani sarà affidato alle mani di questo ventottene dalle sembianze un po’ infantili; un futuro che per i nordcoreani è sempre più un punto interrogativo perché, a differenza di ciò che a Pyongyang si vuol far credere, il Tempo passa per tutti e non conosce frontiere. La sbandierata autarchia del regime continua a costituire un immenso punto interrogativo su tutta la regione dell’Estremo Oriente e non sono in pochi a ravvedere nella rigidità del governo nordcoreano, una fragilità che potrebbe portare improvvisamente al collasso dell’intero sistema.
Kim Jong-un ha accompagnato in lacrime il padre per l’ultima volta. Sul suo volto, probabilmente, le emozioni non erano mediate da alcuna ideologia. Almeno per oggi.

Simone Olivelli